Missione unitaria fallita. Il Partito Democratico di Sezze sarà costretto a ricorrere allo strumento delle Primarie per stabilire chi sarà il candidato sindaco del centrosinistra a Sezze. E’ quanto clamorosamente emerso ieri pomeriggio, nel corso di una riunione, l’ultima di tre mesi intensi di confronti, nel quale i due aspiranti alla carica di candidato prima cittadino, Sergio Di Raimo ed Enzo Eramo, si sono confrontati con il partito, che in queste estenuanti settimane aveva cercato in tutti i modi di evitare lo strumento democratico per eccellenza, proprio le Primarie. Chiarissime le posizioni di entrambi e clima apparentemente tranquillo all’inizio della riunione che si è svolta nel centro polifunzionale “Le colonne di Tito”. Poi, però, quando bisognava chiudere il cerchio e stabilire chi doveva essere il candidato e quale linea avrebbe dovuto seguire il partito reduce da dieci anni di governo ininterrotto a Sezze, la situazione è degenerata. Niente di clamoroso, niente stracci che volavano come qualcuno temeva anche alla luce di quello che accade in ambito nazionale, ma da quel momento in poi i due blocchi si sono letteralmente contrapposti e non c’è stato più alcun margine per evitare lo scontro diretto. Uno scontro che, contrariamente all’idea iniziale di Primarie introdotta in Italia proprio dal Partito Democratico, di democratico ha ben poco. Basti pensare a Latina, dove il dualismo Forte-Galante ha di fatto indebolito il partito, arrivato alla competizione elettorale vera e propria decisamente sotto tono. Una situazione che probabilmente i vertici locali avrebbero voluto evitare a tutti i costi, ma il lavoro di mediazione tra i reduci dell’esperienza dei Democratici di Sinistra e l’Ala Democratica rappresentata dagli ex La Margherita non ha ottenuto i frutti sperati, costringendo a prendere questa decisione, sulla quale oltretutto non sono stati resi noti i dettagli. Ufficialmente l’unico candidato alle Primarie è Sergio Di Raimo, che già aveva palesato la sua disponibilità a ricorrere a questo strumento, mentre Eramo si è preso del tempo per pensarci ulteriormente. Venerdì i responsabili del partito si riuniranno per scrivere il regolamento e probabilmente il D-Day del Pd setino sarà fissato al 26 marzo. Delusione è stata espressa per l’epilogo della situazione, soprattutto da Remo Grenga, che a margine della riunione ha spiegato: “Abbiamo perso tre mesi inutilmente e sono molto deluso, perché i cittadini aspettano un programma elettorale, non questi giochetti inutili”.
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