Come anticipato nei giorni scorsi, i Comitati per il No al referendum restano in attività. E a Sezze, dopo la riunione di sabato scorso a Roma, questa azione potrebbe portare ad un nuovo soggetto politico che cercherà di far convergere altre forze o, nell’eventualità non si riesca a trovare la quadra, a correre per la carica di sindaco alle prossime amministrative. A sciogliere la riserva circa la partecipazione alla tornata elettorale prevista per la prossima primavera è Paolo Di Capua, referente del comitato: “Parteciperemo alla tornata elettorale, scenderemo nell’arena e lo faremo al solo fine di riportare alla normalità la città. Ci impegniamo alla rinascita della città, al suo risorgimento e vogliamo confrontarci con tutti, facendo appello, nessuno escluso, a gruppi, movimenti e partiti, tutti soggetti che intendono cimentarsi e partecipare alle prossime elezioni amministrative”. Una posizione supportata dall’eccellente risultato ottenuto nel referendum, ma che parte anche da altre basi: “Con questa iniziativa – spiega Di Capua – attendiamo risposte da tutti, per fare quanto prima un incontro preliminare con lo scopo di formare una coalizione che possa scegliere il candidato sindaco”. Le modalità per arrivare ad una soluzione condivisa è già stata trovata nello strumento delle primarie. Primarie di qualità, nelle quali gli elettori avranno a disposizione tre indici qualitativi (ottimo, buono e sufficiente) per valutare i candidati. Chi riuscirà a superare la soglia del 55% degli ottimo sarà candidato della coalizione. Se non si riuscirà a raggiungere questa soglia, i primi due andranno al ballottaggio: “Abbiamo deciso di confrontarci con tutti per formare una coalizione di rinascita della città”, spiega ancora Di Capua, che arriva anche a mettere alcuni paletti: “Il simbolo dei candidati della lista ce l’abbiamo, così come il candidato e avvisiamo tutti che qualora non nasca la coalizione saremo liberi di allearci con chi decide di accoglierci. Quella di correre da soli è la nostra ultima opzione. Prima, visto che la posta in gioco è alta, evitiamo chiusure e abbandoniamo il narcisismo politico, che potrebbe solo aiutare gli amministratori uscenti”. La chiusura dei confronti è stata fissata intorno alla metà di febbraio.




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