Con la situazione politica nazionale mai così ingarbugliata e con la sensazione che si andrà a votare molto presto, il Partito Democratico di Sezze serra i ranghi in attesa di stabilire chi sarà l’erede ad ambire alla candidatura a sindaco nella prossima primavera. Dopo un periodo di studio tra le varie correnti e tra i pretendenti a sostituire Campoli, con un Sergio Di Raimo (attuale presidente del consiglio) in predicato di ambire alla candidatura, una seconda parte di una campagna elettorale che effettivamente non è mai partita, ha visto un netto balzo in avanti delle quotazioni di Enzo Eramo, attualmente assessore a Scuola, Sport e Servizi Sociali, che nelle scorse settimane è arrivato a presentare ufficialmente un bilancio di quanto svolto dal suo assessorato negli ultimi 5 anni ed ha indirettamente lanciato la propria candidatura con la “benedizione” di alcuni esponenti politici locali che hanno partecipato all’iniziativa del “Mario Costa”. Letta così, la questione potrebbe sembrare semplice. Ma non lo è per diversi motivi. Innanzitutto la corsa alla candidatura del centrosinistra unito non è solo a due, con diversi outsiders che potrebbe ambire all’incarico, anche in considerazione del fatto che le forze di minoranza, ad eccezione di SezzeBeneComune che comunque non ha ancora sciolto i dubbi circa la presentazione di una o più liste, non si sono ancora organizzate e, probabilmente, non lo faranno nel breve periodo e forse cercheranno l’azzardo a ridosso delle scadenze elettorali. Proprio il fatto di non avere avversari ufficiali (e nemmeno ufficiosi) e di doversi trovare il “nemico” in casa potrebbe essere un freno che giustifica l’assenza di posizioni ufficiali, a meno di sei mesi dal voto. La sensazione, stando alle voci vicine al partito che a Sezze ha sempre governato (ad eccezione dei 2 anni e mezzo di Zarra con le liste civiche), è che si voglia proprio evitare il duello frontale tra due blocchi contrapposti attraverso le Primarie, strumento democratico per definizione ma che, basti pensare a Latina, rischia di riconsegnare alla città un gruppo spaccato in due, con conseguenze nefaste per tutto il resto della partita elettorale. Insomma i nodi al pettine del Pd sono tanti, la segreteria locale (Salvatore La Penna) tace e sembra che tutto sia congelato. In realtà le dinamiche sono apertissime ed entro la fine dell’anno potrebbe concludersi tutta l’operazione. In caso contrario le Primarie, con terzi incomodi che non aspettano che quel momento per uscire allo scoperto.
Sezze, il Pd scalda i motori in vista delle elezioni: l’obiettivo del centrosinistra sembra essere quello di evitare le Primarie






Devi effettuare l'accesso per postare un commento.