Serve a qualcosa la mozione corretta, modificata e votata all’unanimità in uno degli ultimi consigli comunali sulla delicata questione dell’accoglienza ai richiedenti asilo e a chi fugge dalle guerre? Evidentemente no, stando almeno alle ultime indicazioni che sono arrivate mercoledì mattina durante la commissione Servizi Sociali che aveva all’ordine del giorno proprio la questione dell’accoglienza, alla luce della decisione della massima assise cittadina di tenere in considerazione solo quei casi in cui ad occuparsene sia lo Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati cui il Comune di Sezze aderisce con ottimi risultati dal 2001, senza essere coinvolti nelle situazioni di emergenza in cui le Prefetture stabiliscono dove debbano essere ospitati i richiedenti asilo. L’atto finale di quel consiglio del 29 settembre scorso dava mandato al sindaco Andrea Campoli di rappresentare al Prefetto la volontà di proseguire nel progetto di accoglienza attraverso lo strumento dello Sprar e di non dare disponibilità per quanto riguarda le prime accoglienze, proprio come nel caso dell’ultima convocazione del Prefetto nei confronti dei sindaci del territorio. Ma mercoledì durante la commissione è emersa un’altra verità, confermata dal dirigente ai Servizi Sociali Lidano Caldarozzi, quella, cioè, che alla fine è sempre il Prefetto a decidere e che potrebbero essere in vista nuovi arrivi a Sezze. Immediata e decisa la replica delle minoranze e di qualche consigliere di maggioranza, evidentemente non in accordo con la nuova linea da seguire. Il clima infuocato ha costretto all’intervento lo stesso sindaco, che si è detto all’oscuro di queste novità ed ha ribadito di aver personalmente inviato al Prefetto le decisioni in materia assunte dal consiglio comunale. Particolarmente delusi da questa ipotetica mancanza di sovranità da parte dell’assise, i consiglieri Serafino Di Palma e Roberto Reginaldi. Quest’ultimo, esponente di Forza Nuova, si è detto disponibile a guidare una sollevazione popolare sulla falsariga di quanto accaduto a Goro.
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