Zingaretti non risponde ad un’interrogazione presentata oltre un anno fa dal consigliere regionale Fabrizio Santori? E allora si troveranno strade alternative, magari con un giudice o un Pubblico Ministero che prenda in carico la questione e faccia luce su un tema di stretta attualità che ha bisogno di risposte immediate: il nuovo depuratore di Sezze. A comunicare la decisione di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Roma il Movimento Libero Iniziativa Sociale di Sezze che, di concerto con il consigliere regionale di opposizione Fabrizio Santori, ha sposato questa ed altre importanti battaglie per il territorio setino e non solo. Il Movimento Libero Iniziativa Sociale ha reso noto ieri che presso la Procura della Repubblica di Roma è stato presentato un esposto denuncia sui lavori per il nuovo depuratore di Sezze. A farlo, in collaborazione con il MLIS, è stato il consigliere regionale Fabrizio Santori: “Dopo gli imbarazzanti silenzi della Regione Lazio relativamente alle diverse interrogazioni, sollecitazioni e richieste di accesso agli atti nel merito – si legge in una nota dei rappresentanti del movimento politico setino – l’augurio è che questo possa contribuire a fare finalmente luce su un grave caso che interessa un territorio, quello del Comune di Sezze da anni gestito dissennatamente. A Movimento Libero Iniziativa Sociale preme ricordare, solo come esempio di gestione dissennata, la nuova Strada Regionale 156 dei Monti Lepini, nata sulle fonti e sulle falde acquifere della piana, e l’Ecomostro Anfiteatro che ha devastato una ampia area collinare”. Una storia lunga quella del nuovo depuratore, iniziata nel 1998, con un progetto che, dopo un tentativo di variante della precedente giunta che non venne accolto, venne confermato dal commissario prefettizio e trasmesso alla Regione per la richiesta di finanziamento: “Il 18 novembre 2008 – si legge in una nota del movimento – si tenne una riunione della commissione Assetto del Territorio convocata presso la Regione Lazio, alla presenza di un nutrito gruppo di sezzesi. All’incontro con i rappresentanti della Regione, il dottor De Filippis e l’architetto Bargagna c’erano tutti, consiglieri di maggioranza ed opposizione, due assessori e il tecnico comunale, accompagnati dall’Onorevole Di Resta. La discussione verteva sulle difficoltà previste dalle norme vigenti in materia e non sarebbe potuto essere altrimenti, considerato che si stava trattando un progetto fortemente impattante. Il problema quindi c’era ed era ben noto, in considerazione del fatto che le Norme Tecniche di Attuazione del Piano di Assetto Idrogeologico della Regione Lazio recitano che nelle aree a pericolo di frana molto elevato non è consentita la realizzazione di collettori fognari, condotte d’acquedotto, gasdotti o oleodotti”. Ora l’atto formale con l’esposto in Procura.
Leggi sullo stesso argomento
SABAUDIA | Stagione balneare, il gruppo Civica attacca: “Lungomare nel caos e fondi inutilizzati”
LATINA | Progetto 4+2 al San Benedetto Einaudi Mattei, scuola e imprese insieme per il futuro dell’agricoltura
APRILIA | La Pascoli brilla a IMUN Middle School, sei Honorable Mention e premio delegazione





