Iniziano le grandi manovre in vista delle elezioni amministrative della primavera del prossimo anno. A muoversi e a sciogliere le prime riserve, però, non è il Partito Democratico, che in queste settimane sembra stia ragionando su due nomi da portare eventualmente alle Primarie per stabilire chi sarà il candidato successore di Andrea Campoli. Ad uscire allo scoperto, dopo mesi di riunioni informali e di incontri per stabilire, evidentemente, una linea da adottare, è il movimento Sezze Bene Comune, che già dal nome trae ispirazione al gruppo politico che qualche mese fa si è imposto alle comunali di Latina guidato da Damiano Coletta. Nessun annuncio formale per il nuovo gruppo, almeno per il momento (forse già in settimana se ne saprà di più), ma una pagina Facebook, un simbolo (anch’esso simile a quello di Lbc a Latina, con diversi colori, rosso e verde) e una bozza di comunicato stampa in cui si inizia con “I sottoscritti cittadini e cittadine di Sezze”, ma alla fine non c’è alcuna sottoscrizione, nessuna firma, nessun riferimento nemmeno ad un portavoce o ad un referente del nuovo movimento politico. Le basi che si possono immaginare dalla prima nota sono anch’esse molto simili al partito di maggioranza nel capoluogo pontino, e vanno da un nuovo orizzonte di crescita e sviluppo sociale, culturale ed economico, fino ad arrivare alla valorizzazione delle risorse naturali, storiche e archeologiche (niente a che vedere comunque con il gruppo In difesa dei Beni Archeologici, che si è defilato dal nuovo movimento), passando per nuovi metodi democratici. Solo nelle ultime tre righe un casuale accenno alla possibilità di dar vita a forme di partecipazione alle prossime elezioni amministrative. Un’uscita un po’ sottotono per un gruppo che si riunisce e crea basi da diversi mesi, con ex esponenti in giunta delle passate amministrazioni (un architetto tra tutti in cabina di regia) e una giovane donna (anch’essa architetto e molto conosciuta in città) in predicato ad essere la candidata per la carica di sindaco. Un’uscita a fari spenti in attesa, probabilmente, di stuzzicare ulteriori exploit, probabilmente a destra, e valutare eventualmente se proprio da destra possano arrivare quei voti che potrebbero rendere più complicata un’affermazione del centrosinistra, tuttora senza alcun avversario.
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