Se l’intenzione era di sensibilizzare i setini ai temi ambientali che le ultime amministrazioni hanno clamorosamente ignorato, si tratta di un fallimento, con poco più di 50 persone che si alternano sui gradoni della sala del centro sociale “Calabresi”. Se l’intenzione era lanciare la propria candidatura alle prossime elezioni, si tratta di un fallimento per gli stessi motivi. Si può sintetizzare così l’incontro di venerdì, il primo di una serie di almeno 5, organizzato da SezzeBeneComune, movimento nato di recente e, per stessa ammissione dei responsabili, sulla falsariga di quello che ha portato Damiano Coletta a diventare sindaco del capoluogo pontino. Una serie di presentazioni in Power Point (8, su temi diversi ma sempre riferibili ai problemi ambientali), una clip di un trailer di Jeremy Irons (il documentario del 2012 Trashed), poi la presentazione della portavoce, Rita Palombi (da molti indicata come probabile candidata sindaco), che a sua volta introduce Fabrizio Paladinelli, che spiega la situazione delle discariche abusive presenti sul territorio di Campo Setino: ben 51 tra Sezze scalo e Ceriara, alcune delle quali presenti nel vecchio tratto della Strada Regionale 156 Monti Lepini, diventata una sorta di enorme secchio della spazzatura. Poi, sempre Paladinelli, entra nel merito sul tema delle antenne, registrandone 14 (sempre con il sistema della georefenziazione) in tutto il territorio setino e rimarcando che non esiste in città un regolamento comunale sugli impianti né una mappatura degli stessi. Niente di nuovo, considerato che di recente il tema è diventato rovente con una nuova prevista installazione di una stazione per telefonia mobile di 35 metri a Monte Pilorci. Un passaggio del suo lungo intervento Paladinelli lo dedica al problema frane, registrandone una a via Fontana dell’Oro ma non dimenticando quella più importante di Fosso Brivolco, proprio dove sorgerà il collettore del nuovo depuratore in via di completamento. In seguito l’intervento di Iole Fiaschetti sulle buone pratiche agricole che si dovrebbero mettere in campo, poi è il turno di Lucia Viglianti, che si concentra sull’inquinamento acustico nel centro storico, vicenda che la coinvolge direttamente e sulla quale anche in passato ha provato a battersi per il rispetto dei decibel in caso di manifestazioni canore. Infine Gustavo Giorgi sul Parco dei Monti Lepini. Insomma, tante piccole o grandi situazioni chiaramente conosciute (tra le quali il taglio degli olmi nel 2014), ma proposte davvero poche. E forse i curiosi si aspettavano un approccio diverso.











