“Chiediamo che venga applicato il principio di precauzione che afferma che dove ci siano minacce di danno serio o irreversibile, l’assenza di certezza scientifica non deve essere usata come ragione per impedire che si adottino misure di prevenzione della degradazione ambientale; chiediamo di approvare un piano regolatore antenne che stabilisca regole e limiti alle installazioni, per consentire un’equa distribuzione del carico elettromagnetico sull’intero territorio comunale a tutela non solo degli interessi dei gestori privati ma anche dei cittadini; chiediamo di individuare, all’interno del piano, siti idonei con minore impatto ambientale sia per le nuove installazioni delle stazioni radio base, sia per la ricollocazione di quelle esistenti che rispettino le dovute distanze di sicurezza dalle civili abitazione e dalle strutture pubbliche; chiediamo di revocare, al fine di salvaguardare l’intero territorio interessato e la salute dei residenti, l’autorizzazione concessa per la realizzazione della stazione radio base Monte Pilorci che ricade all’interno di un Consorzio a gestione privata regolamentato da uno statuto interno di cui i consorziati non sono stati preventivamente informati della concessione rilasciata ad un gestore privato”. Queste le condizioni sottoscritte dai residenti delle zone di Monte Pilorci e di via Montagna che sabato pomeriggio si sono incontrati per fare il punto della situazione sull’antenna di 36 metri che una società di telefonia sta installando all’interno di un’abitazione privata. Intorno alle 16 una quarantina di persone si sono radunate nella piazzetta di Monte Pilorci per capire insieme quali azioni bisognerà mettere in campo nel prossimo futuro per evitare il rischio di essere sottoposti ad inquinamento elettromagnetico. Se da una parte i consorziati hanno confermato che proseguiranno nella loro battaglia non permettendo ai mezzi pesanti di raggiungere il sito (per salvaguardare strada privata e infrastrutture non avendo ricevuto alcuna comunicazione in merito), dall’altra i responsabili hanno confermato che adiranno anche a vie legali ed hanno chiesto sostegno ai residenti. Tra le richieste anche quella di far procedere alla rimozione dell’antenna esistente, di cui i consorziati non sono stati informati e che l’intera zona non gradisce.
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