Quello delle occupazioni abusive di case popolari da assegnare tramite graduatoria è un tema sempre attuale e Sezze non si distingue dalla situazione che vivono diverse città. Per questo motivo il presidente della commissione consiliare permanente “Servizi Sociali”, Enzo Polidoro, ha deciso che la riunione di lunedì mattina fosse incentrata su questo argomento, avvalendosi della partecipazione del dirigente dell’Ufficio Tecnico comunale Mauro Vona che, di concerto con l’ufficio di Polizia Locale e l’Ater (Azienda Territoriale per l’edilizia residenziale pubblica della provincia di Latina) si occupa di queste situazioni, troppo spesso delicate e figlie di un malessere che va oltre il semplice occupare una casa. Le difficoltà maggiori in un territorio che, come confermato dai consiglieri, vede la presenza di 19 nuclei familiari in abitazioni che non gli spetterebbero, è stata ampiamente dibattuta e diversi sono stati gli interventi. Lo spunto è stato dato dallo stesso dirigente dei Lavori Pubblici, che ha portato come esempio quello dell’acqua: “Con il vecchio gestore (la Dondi, nrd) – ha spiegato Vona – i cittadini morosi non venivano privati dell’acqua, mentre da quando c’è Acqualatina chi viene segnalato come occupante abusivo si ritrova con il contatore staccato. Questo – ha proseguito il dirigente – ci ha permesso in qualche modo di ridurre le occupazioni abusive e ci ha consentito di rendere più snelle le graduatorie dei richiedenti case popolari”. La questione, più complicata a dire il vero, ha aperto una discussione sull’opportunità di permettere che un servizio così essenziale non sia negata a nessuno. Per alcuni consiglieri l’atto di Acqualatina sarebbe sbagliato, soprattutto in quelle situazioni che vedono gli occupanti abusivi avere bambini in casa o anziani che non possono rinunciare all’acqua. Per altri, invece, il reato di occupazione abusiva, quando diversi setini sono costretti a vivere in macchina in attesa di scalare i posti della graduatoria ed ottenere quanto gli spetta, supererebbe di gran lunga lo scoglio dell’eliminazione del servizio. Una questione da approfondire, tanto da convincere l’intera commissione ad un’analisi più approfondita e non generica. Ogni caso, compatibilmente alle possibilità, verrà valutato con attenzione e saranno fatti rispettare doveri e diritti di ognuno. Nessuna deroga alle leggi, ma un lucido report sulle condizioni di alcune famiglie di Sezze e sulla situazione degli alloggi popolari, che oltretutto insistono all’interno di quartiere degradati.
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