Si va avanti solo con l’accoglienza tramite Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati cui il Comune di Sezze aderisce con ottimi risultati dal 2001. E’questa la decisione assunta lo scorso martedì dal consiglio comunale, chiamato ad esprimersi su un’interrogazione firmata dai cinque esponenti delle minoranze consiliari (Antonia Brandolini, Giovanni Moraldo, Serafino Di Palma, Roberto Reginaldi e Antonio Piccolo) in cui si chiedevano dettagli sulla situazione dei richiedenti asilo presenti nel territorio setino e sulle strutture che li ospitano. Dopo un lungo intervento dell’assessore ai Servizi Sociali Enzo Eramo, utile per capire la portata del problema che non investe solo Sezze e che nelle ultime settimane ha portato alla ribalta diverse posizione discordanti di sindaci del territorio pontino, l’assise cittadina, dopo la conferma da parte di Campoli di aver comunicato al Prefetto la non disponibilità di far ulteriormente fronte all’emergenza, maggioranza e minoranze si sono accordati su alcune modifiche da registrare nella mozione, che quindi è stata ritirata e modificata. Alla fine la massima assise cittadina ha dato mandato al sindaco di rappresentare al Prefetto la volontà di proseguire nel progetto di accoglienza attraverso lo strumento dello Sprar e di non dare disponibilità per quanto riguarda le prima accoglienze. Tra i numeri che sono emersi nel corso del dibattito anche quelli relativi alla presenze sul territorio: circa 70 tra profughi e richiedenti asilo (donne in maggioranza), oltre al contributo di 71mila euro che il Comune mette a disposizione in termini di servizi per la gestione di queste situazioni. Altro dato che è emerso riguarda i mediatori culturali che, come confermato dall’assessore Enzo Eramo, sono tutti stranieri. Soddisfazione è stata espressa dagli esponenti delle opposizioni, firmatari della mozione che segue le direttive dell’Anci.
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