Italicum, Mattarellum, Porcellum? Nella confusione su cosa adottare come nuova legge elettorale, spunta una proposta datata 2008 ma ancora attualissima, chiamata “Lepinium”. E’ quella di Paolo Di Capua, conosciuto a Sezze per diverse battaglie sull’acqua e, più di recente, referente del Comitato per il No al referendum. “Nel 2008 inviai la proposta ai segretari dei partiti presenti in Parlamento, in quel periodo – spiega Di Capua – e qualcuno mi comunicò perfino il proprio interesse. A distanza di anni, però, la situazione è addirittura peggiorata e come cittadino mi sento deluso dalle istituzioni”. La proposta di Di Capua prevede un proporzionale con sbarramento ed elezione del premier, simile a quanto accade con le elezioni del sindaco, con premio di maggioranza alla coalizione: “E’ molto più democratica rispetto all’Italicum, con i partiti che si coalizzano prima delle elezioni. Prevede – spiega Di Capua – la riduzione di parlamentari e senatori e parità di retribuzioni in Parlamento con gli altri stati europei. Offre stabilità e governabilità tramite l’elezione del premier e prevede due preferenze alla Camera e una al Senato. 48 circoscrizioni, 528 deputati eleggibili. 5 deputati all’estero. Apparentamento per chi lo vuole prima del voto. Sbarramento al 3% alla Camera e al 5% al Senato e vincoli di mandato. In questo modo – conclude Di Capua, che si è detto disponibile a presentarla di nuovo ai segretari politici – si realizza il bicameralismo perfetto, con un secondo apparentamento previsto al ballottaggio”.




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