Non smette di bruciare l’area di Longara, devastata da fiamme incessanti iniziate nella giornata di sabato. Nonostante gli immediati interventi, gli uomini del Corpo Forestale dello Stato, unitamente ai volontari dei diversi gruppi dei Lepini (con i Vigili del Fuoco impegnati in altri diversi fronti di incendi in tutta la provincia, dal sud pontino al capoluogo), non erano riusciti a spegnere definitivamente i roghi a ridosso della Semprevisa nella giornata di sabato. La notte trascorsa ad evitare che il fuoco raggiungesse le operazioni non aveva modificato lo scenario. E nella mattinata di ieri, appena dopo l’alba, il personale di terra tornava incessantemente ad operare, coadiuvato, in questo caso, da ben 2 Canadair (dopo quello che era intervenuto nella giornata precedente) e dal solito elicottero che faceva la spola tra fonte La Penna e il fronte del rogo, con il compito di circoscrivere lo stesso e garantire agli uomini a bordo dei Bombardier 415 di poter intervenire sull’area. Un lavoro incessante che ancora prosegue in una zona, quella tra Monte Pilorci e località Longara, che ogni anno paga a carissimo prezzo la barbarie dei piromani, che agiscono senza la possibilità di essere incastrati. Sezze, come ogni anno del resto, paga più del dovuto, con intere aree verdi cancellate. E la stagione calda non è ancora terminata, costringendo tutti alla massima allerta.
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