Il Documento Unico di Programmazione per il periodo 2017-2019 non è stato approvato dal consiglio comunale di Sezze. Diventa un giallo la decisione dell’amministrazione comunale di Sezze di non portare all’ordine del giorno del consiglio comunale dello scorso 27 luglio (quello dell’approvazione dell’assestamento di Bilancio) il documento di rilevanza programmatoria e di indirizzo dell’azione amministrativa e gestionale. Dopo il passaggio in giunta, l’atto, che chiude a livello di programmazione il decennio a guida Andrea Campoli, sarebbe dovuto passare in aula consiliare entro il 31 luglio. Ma a Sezze questo non è accaduto e nel dibattito il Dup non è arrivato, allarmando le opposizioni. Ad onore del vero va detto che l’Anci (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) aveva espressamente richiesto il differimento del termine di presentazione del Dup. Secondo l’associazione nazionale diversi Comuni si sarebbero trovati ad approvare insieme gli equilibri, la ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi e l’assestamento di bilancio e ci sarebbero stati problemi soprattutto per gli enti più piccoli, a corto di personale per sbrigare tutte queste faccende particolarmente delicate, in un’epoca di Patto di Stabilità da non sforare nel modo più assoluto. Ma nella conferenza Stato-Città del 19 luglio (quindi precedente all’assise cittadina convocata a Sezze) era stata bocciata la proposta di proroga per alleggerire il denso calendario della finanza locale. In quella occasione i rappresentanti del Governo hanno respinto le richieste di far slittare le scadenze del 31 luglio, data entro la quale da un lato le giunte degli enti locali devono presentare ai consigli il documento unico di programmazione, e dall’altro le Province e Città metropolitane sono tenute chiudere i loro bilanci preventivi dell’anno. A parere dell’Anci la conferma del calendario del Dup avrebbe reso particolarmente gravoso il lavoro degli uffici finanziari comunali, già oberati da molteplici adempimenti sovrapposti. L’associazione aveva chiesto alla conferenza Stato-Città lo slittamento al 30 settembre, non ottenendolo. Di fatto, stando a questa situazione creatasi, il Comune di Sezze non avrebbe ottemperato agli obblighi di legge e le minoranze si sono dette pronte ad intraprendere azioni per comprendere il motivo per il quale l’atto, approvato in giunta qualche settimana prima, non sia arrivato in consiglio.
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