“Otto punti all’ordine del giorno trattati in quaranta minuti scarsi, solo quattro consiglieri presenti in aula (i tre della giunta e il presidente del consiglio comunale), zero risposte alle pressanti richieste di chiarezza che gli provengono da più parti, 450.000 euro di deficit di Bilancio che rimangono tali”. Sono questi i numeri, che secondo lui parlano da soli, che convincono Giuseppe Fonisto a chiedere a dimissioni di Domenico Guidi dopo il consiglio comunale tenutosi nel tardo pomeriggio di martedì: “Lo spettacolo offerto dall’assise comunale è sconfortante, desta preoccupazione per la tenuta democratica dell’istituzione e non è più tollerabile. Eppure – prosegue l’esponente del movimento Grande Bassiano – argomenti che avrebbero meritato il necessario approfondimento, dopo la nostra richiesta, erano stati posti all’ordine del giorno. Il deficit di Bilancio non poteva essere licenziato con la promessa di ripianarlo operando una riduzione delle spese correnti per una cifra enorme per ognuno dei prossimi tre esercizi finanziari. E’ chiaro – spiega ancora Fonisto – che si tratta di un altro impegno che non sarà mantenuto per la sua onerosità e poi non si capisce perché solo adesso si pensa a risparmiare sulle spese di gestione del Comune e non lo si è fatto in precedenza e non ci si accorge che così implicitamente ammettono di aver operato sprechi in passato”. Ma l’avvocato, non eletto alle ultime elezioni sostenuto dalla lista Grande Bassiano, va oltre: “La richiesta, fatta propria dal Prefetto di Latina che ringraziamo, di procedere alla decadenza di un consigliere comunale è stata immotivatamente rinviata ad altra seduta. E solo per non ammettere, anche su questo argomento, il proprio fallimento. Ciò – si legge ancora nel documento firmato dall’oppositore fuori consiglio di Domenico Guidi – è offensivo per la collettività che non merita simili atteggiamenti e che risponde disertando le sedute, rimarcando l’abisso che si é creato tra essa e i quattro amministratori reduci. Gli stessi quattro – conclude la nota dell’avvocato Giuseppe Fonisto – che hanno anche deliberato, contraddicendo se stessi, di chiedere ad Acqualatina una modifica della convenzione di gestione del servizio idrico, avendo invece invocato in passato il ritorno alla gestione pubblica dell’acqua”. Un attacco durissimo che prender spunto da quanto percepito nel corso del consiglio comunale di martedì scorso. Soprattutto sui temi del Bilancio e dei 450mila euro che mancano all’appello (per diversi motivi ad onor di cronaca, non tutti necessariamente imputabili all’amministrazione), cittadini e oppositori politici si attendevano una posizione più definita da parte dell’ente, che si è limitato ad affermare che taglierà la spesa corrente.
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