Che fine hanno fatto i buoni propositi e un voto favorevole del consiglio comunale per l’installazione delle “cassette della legalità”. E’ quanto si chiede il capogruppo degli Indipendenti di Minoranza, Antonia Brandolini, che nei giorni scorsi ha protocollato un’interrogazione rivolta al sindaco: “Si interroga – si legge nella nota – perché riferisca in aula sulle difficoltà ad installare nel nostro Comune le cassette della legalità, atteso che il consiglio comunale ha approvato tale installazione all’unanimità, a seguito di una mozione presentata dalle opposizioni e protocollata il 2 marzo dello scorso anno. La città di Sezze – si legge ancora nell’interrogazione – è pronta ad iniziare il cammino della lotta all’illegalità, il cammino sarà difficile ma è necessario sostenerlo, anche in considerazione delle notizie apparse sulla stampa dopo l’approvazione della legge sui Whisteblower. Lo stesso Cantone – spiega il consigliere di minoranza – ha definito tale legge necessaria, sostenendo che l’anonimato è uno strumento insostituibile nella prevenzione della corruzione e dei fatti illeciti, in quanto per combattere il cancro della corruzione è necessario puntare sul rafforzamento del controllo del cittadino sulla vita politico-amministrativa della città. La cassetta della legalità – conclude l’interrogazione cui si chiede al sindaco di velocizzarne la realizzazione – è il primo contributo che la città di Sezze vuole dare ai cittadini che possono, nel rispetto dell’anonimato, denunciare episodi di illegalità, vandalismo e non rispetto dell’ambiente. Denuncia, ovviamente che ai sensi della legge dovrà essere circostanziata e, se possibile, documentata, in quanto lo scopo è far emergere comportamenti illeciti e penalmente rilevanti”.
Sezze, la Brandolini interroga l’amministrazione sulle cassette della legalità


