Uno vale uno, ma a meno di un anno dalle elezioni probabilmente bisogna puntare i gomiti e farsi largo a spallate, per ottenere l’ambito simbolo che da solo, stando ai sondaggi, potrebbe portare un bel bottino in termini di preferenze. E’ questa la situazione che vivono in questo periodo gli attivisti e i simpatizzanti del Movimento 5 Stelle a Sezze. Il Meetup storico, ha appena ottenuto buoni risultati sul fronte della battaglia per l’acqua pubblica, ma il nuovo gruppo creatosi in questi mesi non ci sta: “Stiamo studiando anche noi se sia meglio una gestione diretta del Comune o un affido alla SPL. Dopo la gestione ultraventennale della Dondi e quella attuale di Acqualatina – si legge nella nota – finalmente state studiando anche voi! E ci voleva tanto? Ma, fra uno studio e l’altro, un dubbio diventa concreto: il M5S non è per la gestione pubblica dell’acqua? Se si, allora, la SPL, che ancora non si capisce neanche bene cosa è, che c’entra? Acqua pubblica, come già a Sezze altri hanno avuto modo di precisare ed esporre anche a Zingaretti, vuol dire che il servizio deve essere gestito solo dall’assessorato competente, sotto il controllo diretto della Regione. Tutto il resto è solo fumo negli occhi per fare in modo che tutto cambi senza che niente cambi, facendo salvi non solo certi “carrozzoni” ma, soprattutto, gli ingenti interessi che ruotano intorno a queste “entità” parassitarie”. Immediata è arrivata la risposta del Meetup in cui Damiano Risi ricopre il ruolo di portavoce: “Siamo ben contenti che anche sedicenti gruppi di Sezze a 5 Stelle completamente abusivi che usano (in spregio a qualsiasi regolamento del MoVimento 5 Stelle che nemmeno conoscono) il logo ed il nome, riescano a far diventare grillino addirittura un esponente di un sedicente “Movimento Libero per il Sociale” o qualcosa del genere. Ricordiamo che nessuno a Sezze ha in disponibilità l’uso del logo e del nome del Movimento e che proprio chi lo usa non può far parte del movimento. Quindi alla fin fine il vero fumo negli occhi è il suo. Ci fa piacere anche che disattivino i commenti, così da essere al massimo democratici e che qualcuno presti la sua mano al sedicente gruppo. Che almeno sa scrivere in italiano. Sii il tuo cambiamento – conclude la replica – non il cambiamento di qualcun altro. Sarà finito il canto libero di qualcuno ultimamente”. Situazione incandescente insomma, figlia della corsa alle elezioni che probabilmente fa sembrare che tutto sia il contrario di tutto. Anche se alla fine la bontà dei ‘prodotti’ sarà certificata dagli elettori.


