“Un politico deve parlare del più e del meno senza doversi addentrare nei particolari tecnici di una scelta? E come fa a valutare, allora, cosa sia meglio per la popolazione?”. Sono queste le domande che si pongono i Grillini di Sezze alla luce dell’intervento di Antonia Brandolini, capogruppo degli Indipendenti di Minoranza, nel corso del consiglio straordinario sull’acqua. All’esponente dell’opposizione viene contestato di aver sottolineato come la sua missione sia indirizzare e non valutare anche tecnicamente le proposte o i progetti che si dovrebbero presentare: “La polemica nasce nel momento in cui le abbiamo chiesto su che basi e su che studi la gestione del servizio idrico sarebbe dovuta passare alla SPL. La risposta è stata secca ed immediata: “il mio compito è di indirizzare, poi sta ai tecnici fare i progetti. Io faccio il medico e Serafino il pensionato”. Quindi – affermano i simpatizzanti del Movimento 5Stelle – se un tecnico dice che non si può fare, la dottoressa dovrebbe sedersi e chiedere scusa e giustificarsi con un “ci ho provato ma mi hanno detto che non si può fare”. La nostra idea di politica è che un politico deve saper giudicare tecnicamente un lavoro, ovvero dovrebbe essere preparato tecnicamente per farlo, attraverso lo studio e le conoscenze che esulano dalla formazione professionale di cui si è dotati. La politica è intervenire in scelte tecniche continuamente, tramite soluzioni studiate e ragionate, non parlare in via generale e dire le cose fin quando un tecnico, magari dopo soldi spesi in studi, ci dirà che non si può fare. Che facciamo? Un sindaco – conclude la nota dei Grillini di Sezze – indirizza un tecnico nel progettare un traforo nella Semprevisa e dopo aver speso soldi per l’incarico, il progetto e annessi e connessi, il tecnico ci dice che non si può fare? Questa è una politica di tentativi, non di concretezza. Sa la dottoressa se la SPL di Sezze ha le capacità per gestire un acquedotto? Quanto costerebbe metterla in grado di farlo? Se non sia meglio gestirlo direttamente dal Comune? Lo sa? Sembra di no e, dalla risposta che ha dato, sembra che nemmeno le interessi saperlo. Un consigliere deve dare anima e corpo, studiare e scegliere tra le varie soluzioni tecniche quelle che più si addicono all’interesse della collettività, non decidere in base a un partito preso, cosa che accadde quando la dottoressa votò sì al Piano Regolatore perché stava in maggioranza, salvo poi criticarlo quando è passata all’opposizione”.




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