“Un anno dal crollo di quell’ala dell’ospedale San Carlo da Sezze, un anno di osservazione di macerie, un anno in cui nessuno ha pensato a ricostruire, un anno di chiusura agli utenti di parte della struttura, un anno di mancati servizi”. E’ questo l’incipit della lettera che il consigliere di minoranza Antonia Brandolini, peraltro medico, ha scritto al commissario della Asl di Latina, Giorgio Casati. Nella nota si legge: “Come succede sempre in questi momenti, che sfiorano a volte anche la tragedia, tante parole, tante promesse, ma poi passano i giorni e ti accorgi che tutto, anche le difficoltà, diventano normalità. A distanza di un anno ancora tutto è fermo, bloccato. Le promesse fatte dalla politica, dai tecnici addetti che avrebbero dovuto dare in breve tempo le risposte necessarie per arrivare alla risoluzione del problema creato da quel crollo, non hanno avuto alcun seguito. Il silenzio. Intanto la città di Sezze – prosegue la lettera – e la Casa della Salute capofila del Lazio, così come la definì ventotto mesi fa il presidente Zingaretti al momento del taglio del nastro, è stata privata della radiologia, un servizio necessario ed indispensabile per il controllo della salute. Un servizio necessario ed indispensabile anche per il buon funzionamento dell’Udi, reparto annesso alla Casa della Salute e gestito da noi medici di famiglia di Sezze e personale paramedico che, nonostante le difficoltà, cerchiamo di andare avanti nel migliore dei modi per andare incontro alle esigenze dei pazienti. Nella mia qualità di medico di famiglia, fortemente sostenitore della Casa Salute, come cittadina e nel ruolo di amministratrice di questa città – conclude la nota – la invito a Sezze a visitare la struttura per trovare una soluzione ai problemi sopra indicati. Non è accettabile che i cittadini continuino a restare privi di servizi così necessari”.
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