“Quell’antenna non s’ha da fare”. Non vogliono sentire ragioni i rappresentanti del Consorzio di urbanizzazione Monte Pilorci, che dopo le preoccupazioni per la concessione a tre società (Vodafone, Wind e Tim) delle autorizzazioni per l’installazione di una stazione radio base per telecomunicazioni, da erigersi in località Monte Pilorci e firmata da un dipendente comunale, alla fine della scorsa settimana si sono visti iniziare sotto il naso i lavori di realizzazione dell’antenna, alta circa 30 metri, che si trova all’interno di una proprietà privata, proprio accanto ad un’altra serie di ripetitori (televisivi e satellitari) già presenti. Nonostante una lettera spedita lo scorso 8 febbraio e firmata dal presidente del consorzio, Robertino Nardecchia, i lavori sono iniziati, subito fermati dagli stessi rappresentanti del gruppo che hanno presentato una formale diffida a proseguire. I motivi che hanno spinto ad intervenire rispettano alla lettera gli obiettivi del consorzio, nato nel 2007 dopo anni di battaglie non riconosciute sull’area che oggi è densamente popolata. Nella lettera di febbraio, venuti a conoscenza dell’autorizzazione rilasciata dal Comune, si leggeva: “La costruzione di una stazione radio base per telecomunicazioni appare fortemente impattante, in considerazione dell’eccessiva altezza di tutta la struttura che sovrasterebbe un contesto paesaggistico e architettonico in linea di massima omogeneo. Si verrebbe a contrastare con quanto previsto dal progetto di lottizzazione approvato dalla Commissione Edilizia del Comune di Sezze, nella seduta del 14 giugno 1967, il quale aveva previsto uno sviluppo armonico e visivamente gradevole dell’intera area. È necessario ricordare, poi, che, nel corso degli anni, sono emersi alcuni preoccupanti studi circa i potenziali effetti che le stazioni radio base hanno sulla salute dell’uomo. Benché non vi siano evidenze scientifiche su che tipo di danno causi l’esposizione alle radiazioni elettromagnetiche, è comunque certo che, in base ai risultati già oggi disponibili, effetti biologici negativi possono manifestarsi sia nel breve che nel lungo periodo. Vi sono quindi ragioni sufficienti per un’applicazione, nel caso di specie, del cosiddetto “Principio di Precauzione”, il quale stabilisce che l’assenza di una piena certezza scientifica non deve essere usata come una ragione sufficiente per assumere determinate decisioni, là dove ci sia il rischio di effetti seri ed irreversibili”. Ma nonostante la contrarietà i lavori sono iniziati e i rappresentanti del consorzio si sono detti pronti a costituire un comitato e anche a proteste plateali per evitarne la realizzazione, con la scuola di via Melogrosso a meno di 400 metri in linea d’aria rispetto a dove dovrebbe sorgere l’antenna. Ci si chiede perché sia stata autorizzata la sua realizzazione e per quale motivo i residenti non ne siano stati messi a conoscenza.
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