Non si placa la furia del fuoco nel territorio di Sezze. Dopo il primo allarme dello scorso venerdì 1 luglio, con le fiamme che hanno avvolto 8 ettari di vegetazione e macchia mediterranea a ridosso del vecchio tratto della Strada Regionale 156 dei Monti Lepini, ieri è stata una giornata infernale per il personale dei Vigili del Fuoco, dei volontari della Protezione Civile e del Corpo Forestale dello Stato, che sono stati chiamati a far fronte a tre diversi incendi, scattati quasi in contemporanea e chiaramente di natura dolosa. I primi sono partiti intorno alle 13 nell’area a ridosso dell’incendio di venerdì scorso. Stavolta ad essere dato alle fiamme è stato il lato della collina di Monte Trevi. La scaltrezza e la cattiveria dei piromani ha fatto il resto e le fiamme sono partite da due posti distinti, distanti circa 500 metri l’uno dall’altro. Sul posto si recavano immediatamente i Vigili del Fuoco, i volontari di Sezze e Roccagorga e due elicotteri messi a disposizione della Regione Lazio, che si premunivano anche del fatto che ad essere interessate dal pericolo fossero anche diverse abitazioni che insistono nella zona a ridosso di Monte Trevi. Una di queste, una casa di riposo per anziani che si trova in via sedia del Papa, è stata addirittura sgomberata per evitare guai peggiori ai pazienti, non più di dieci, che erano al suo interno. Tanto il lavoro per le tre squadre di Vigili del Fuoco, i due elicotteri regionali, quello messo a disposizione dagli stessi Vigili del Fuoco, oltre alle 3 squadre di volontari (il gruppo VVA Sezze-Latina, “I Lupi” di Roccagorga e il gruppo comunale di Protezione Civile sempre di Roccagorga) che, insieme al personale del Corpo Forestale dello Stato e con il supporto di un Canadair, hanno cercato di ridurre il fronte delle fiamme, lottando anche contro il vento, ieri particolarmente intenso, in una zona notevolmente esposta. Mentre Monte Trevi bruciava, regalando uno spettacolo agghiacciante ai residenti di Sezze scalo e agli automobilisti che percorrevano il nuovo tratto della 156, un altro incendio partiva dalla parte opposta, in zona Longara, proprio ai piedi della Semprevisa. La tempestività di una squadra di volontari e di una di Vigili del Fuoco evitava che le fiamme arrivassero alla pineta antistante, limitando i danni a circa 3.000 metri quadrati, mentre il rogo a Monte Trevi mandava in fumo circa 12 ettari di vegetazione. Dopo le operazioni di bonifica il disperato appello di Gianluca Calvano, volontario della Protezione Civile: “Siamo pochi, vi prego di contattarci e di aiutarci”.






