Il Regno Unito ha votato per l’uscita dall’Unione Europea. La Scozia potrebbe separarsi dal Regno Unito per rimanere nell’Unione; lo stesso vale per l’Irlanda del Nord. L’Unione non convince perché, incompiuta, vincola gli Stati membri, ma non offre adeguate politiche federali. Abbiamo davanti sfide epocali e continentali. Le proposte della Commissione europea per una gestione europea dell’immigrazione sono rimaste finora lettera morta. L’assenza di una politica estera e di sicurezza ha reso l’Europa da un lato succube degli Stati Uniti, dall’altro incapace di stabilire un rapporto paritario con la Russia e di contribuire attivamente con le altre principali potenze alla creazione del nuovo ordine mondiale che si sta lentamente profilando. La mancanza di un bilancio autonomo dell’Eurozona, impedisce di stabilizzare l’area euro lasciando alla sola BCE la responsabilità di agire sul piano europeo. In questo quadro l’Eurozona non ha gli strumenti per per rendere competitiva l’economia europea, combattere la disoccupazione, promuovere la riconversione ecologica, offrire una prospettiva ai giovani, risolvere definitivamente la crisi della Grecia e salvare la stessa Unione monetaria. Siamo alla resa dei conti: occorre un’accelerazione del processo di consolidamento dell’unione in una unione politica. Occorre un soprassalto morale, culturale e politico per compiere quel salto istituzionale indispensabile per invertire la rotta verso il baratro. Il “sogno europeo”, che ha dato al nostro continente 70 anni di pace e di prosperità, può essere sepolto le macerie provocate da muri, barriere, fili spinati che mettono in discussione perfino la grande conquista della libera circolazione dei cittadini sancita dagli accordi di Schengen. Sarà possibile uscire dalle ombre del passato se l’azione dei Governi nazionali e dei responsabili istituzionali sarà improntata nel solco della tradizione europeista e federalista tracciato dal Manifesto di Ventotene, documento fondante della solidarietà in una federazione degli Stati europei. Se ne parlerà oggi a Latina, alle 18:30 in via Cerveteri 2/A – Salone della Camera del lavoro CGIL. Presenterà l’incontro l’architetto Daniela Parisi, segretaria Movimento Federalista Europeo, sezione “Altiero Spinelli” Latina, poi il saluto di Cristina Leggio, assessore alle Politiche Giovanili ed Europa del Comune di Latina; introdurrà Mario Leone, segretario Movimento Federalista Europeo, centro regionale del Lazio e interverrà Stefano Milia, Segretario generale aggiunto Consiglio Italiano del Movimento Europeo (CIME).
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