Passano tutti e 8 i punti previsti dall’ordine del giorno. E passano tutti all’unanimità. Detta così, la situazione a Bassiano sembrerebbe delle migliori, ma un’analisi più attenta mostra evidenti contraddizioni. Intanto il solito numero dei presenti, 4, con sindaco e i due esponenti della giunta cui si aggiunge il presidente del consiglio comunale, con la cronica assenza del consigliere di maggioranza Onori (che in questa occasione manda una giustifica) e l’assenza dei due esponenti di minoranza. Poi la velocità con la quale vengono trattati temi anche delicati, a cominciare da un assestamento di Bilancio che vede il Comune dover far fronte a mancati incassi per circa 450mila euro. Proprio in relazione a questo punto l’ente trova una soluzione nella riduzione della spesa corrente che, secondo i piani, dovrebbe far risparmiare 150mila euro nel prossimo triennio, per concludere quindi il mandato in pareggio e non far pesare la situazione alla prossima consiliatura. Troppo poco, stando ai dati forniti dall’ente, per stare tranquilli e zero confronti con le minoranze, che non sono presenti nella massima assise cittadina. Sull’acqua, invece, Guidi mette da parte le battaglie per renderla pubblica o, almeno, per gestirla in proprio, e si concentra sulle leggi che permettono al gestore, in caso di morosità, di abbassare il flusso o di staccarlo completamente: “La normativa è stata fatta nel 2002 e va cambiata perché le situazioni si sono modificate e spesso diversi cittadini sono in difficoltà. Poterò la questione – assicura il primo cittadino di Bassiano – sul tavolo della Conferenza dei Sindaci e mi auguro che i colleghi, come nel caso dell’aumento delle tariffe, sostengano anche questa battaglia per i cittadini”. Con l’intervento del delegato comunale alla Protezione Civile, Giuseppe Mazzocchi, passa anche l’accordo con la XIII Comunità Montana per la realizzazione di un Comando Operativo Intercomunale per coordinare la Protezione Civile, mentre sulla questione della decadenza di Onori la faccenda si complica, con sindaco e presidente del consiglio comunale che smettono di rimpallarsi le responsabilità dell’atto nei confronti della decadenza di Giovan Battista Onori e, seguendo alla lettera le indicazioni del Prefetto, danno il via alle pratiche per il suo addio al consiglio comunale. Il consigliere avrà a disposizione tempo e mezzi per dimostrare che le sue assenze erano giustificate, poi la parola probabilmente tornerà di nuovo al Prefetto, ma a 22 mesi dal termine della consiliatura la vicenda potrebbe anche chiudersi con un nulla di fatto.
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