Non sembra lasciare nessuno spazio alle speranze del Comune di Bassiano la sentenza del commissario agli usi civici del Lazio che conclude un contenzioso avviato nel 1988. Non ci sono usi civici sui terreni delle terme di Fogliano perché sono stati estinti. Questa la decisione assunta da Pietro Catelani, che in 60 pagine ricostruisce la storia di quei terreni e spiega le ragioni del torto di Bassiano, che aveva iniziato il contenzioso, e a cui si erano aggiunti Sermoneta e Cisterna. “I 70 ettari delle Terme non sono soggetti a uso civico ovvero il diritto di godimento collettivo a vario titolo per la caccia, il pascolo, il legnatico, la semina in favore della collettività secondo un’antica prassi e su di essi i Comuni ricorrenti non vantano alcun diritto”, ha argomentato il commissario che ha pure condannato i Comuni a pagare diecimila euro di onorari in favore degli avvocati del Comune di Latina e della società Terme di Fogliano. Decisamente contrariato per l’esito del processo il responsabile del movimento Grande Bassiano, Giuseppe Fonisto, che in una nota spiega: “Registriamo purtroppo un’altra sconfitta, i cui costi come al solito ricadranno sui cittadini, quando invece l’iniziativa all’epoca venne annunciata da Domenico Guidi come in grado di portare enormi benefici al Comune e per la quale furono spesi oltre 40 milioni di lire per tecnici e legali”. Un caso simile, con conseguenze altrettanto simili, potrebbe verificarsi per il contenzioso su un terreno a Sabaudia.
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