Il sindaco di Sezze Andrea Campoli ha annullato l’ordinanza dello scorso 20 gennaio che disponeva il sequestro di 24 bovini, all’interno di un allevamento in via Nuova appartenente ad un 39enne di Sezze che ne conteneva 205. L’atto del primo cittadino era arrivato dopo un controllo del Servizio Veterinario dell’Azienda Sanitaria Locale che aveva rilevato l’insorgenza di un focolaio di tubercolosi bovina presso l’allevamento. Il sindaco aveva quindi messo in atto il regolamento concernente il Piano Nazionale per la eradicazione della Tubercolosi negli allevamenti bovini, al fine di impedire la diffusione della malattia su parere del Responsabile del Servizio Veterinario del Comprensorio Monti Lepini, il dottor Marcello Vellucci. Nell’ordinanza firmata dal primo cittadino si imponeva il sequestro degli animali, l’isolamento o idonea separazione dei capi infetti, l’avvio dell’abbattimento dei capi riconosciuti infetti entro quindici giorni, la conseguente consegna al competente Servizio Veterinario le certificazioni di avvenuto abbattimento dei capi infetti. La questione era arrivata addirittura sui banchi del Tribunale Amministrativo della Regione Lazio, che aveva bocciato il ricorso dell’allevatore setino considerando che da un sommario esame proprio della fase cautelare il ricorso alla luce dei risultati degli accertamenti diagnostici degli animali in vita, non appare assistito da parvenza di buon diritto. Il Tribunale aveva rigettato la domanda di tutela cautelare e condannato l’allevatore alle spese della fase cautelare, che liquidava in 1.000 euro, oltre accessori di legge. Ora, dopo la nota del 31 maggio scorso del Responsabile del Servizio Veterinario Sanità Animale del Comprensorio Monti Lepini, con la quale si comunicava che può considerarsi estinto il focolaio di tubercolosi nell’allevamento bovino di proprietà di Fabio Spagnoli, il sindaco, in considerazione dello stesso Regolamento di Polizia Veterinaria e quello sul Piano Nazionale per la eradicazione della Tubercolosi negli allevamenti, ha ordinato la revoca dell’ordinanza, notificando l’atto all’interessato, al comando di Polizia Locale, al Comando Stazione Carabinieri ed al Commissariato di Polizia competenti per territorio.
Leggi sullo stesso argomento
CORI | Terremoto del Friuli, 50° anniversario: il ricordo dell’aiuto partito da Cori
LATINA | Insabbiamento Foce del Duca e Lago di Fogliano: riunione congiunta su ambiente e marina
FONDI | Sport per i giovani, voucher regionali: Del Sole e Vocella plaudono all’iniziativa


