“Non accetto lezioni da chi ne sa meno di me e non accetto che qualcuno metta in dubbio che in questi nove anni ho sempre difeso il territorio setino”. Non ha usato giri di parole Andrea Campoli nel corso dell’ultimo consiglio comunale, che aveva sul tavolo due mozioni che in qualche modo mettevano in dubbio la bontà delle azioni dell’amministrazione comunale su temi particolarmente delicati. Prima di entrare nel merito delle proposte della minoranza, supportata dal Gruppo in Difesa dei Beni Archeologici di Sezze, il primo cittadino ha dato vita ad un intervento ricco di spunti e si è tolto qualche sassolino dalla scarpa: “Ho sempre accettato lezioni, avendo studiato molto, ma da persone che avevano studiato più di me e quindi ne sapevano più di me. In merito a quanto fatto per la tutela del territorio non ne accetto da nessuno”, ha detto il sindaco, stuzzicato sul ruolo marginale che Sezze ricoprirebbe all’interno della nuova Stazione Unica Appaltante, con Cisterna capofila e Sezze a completarla insieme a Sermoneta e Cori. Il primo cittadino di Sezze, ad un anno dall’abbandono dello scranno più alto, ha approfittato per tracciare un bilancio di quanto fatto, distanziandosi dalle scelte operate da altri su diverse situazioni in cui, a suo modo di vedere, non c’era margine di intervento. Campoli ha iniziato parlando della sua prima opera da sindaco, la riqualificazione di via del Guglietto, parlando poi di campi da tennis e dicendo che la Stazione Unica Appaltante è solo un’entità burocratica, che comunque metterà Sezze in condizione di ottenere importanti finanziamenti: “Quando conta – ha spiegato il primo cittadino – Sezze assume la propria importanza. Basti pensare al Gruppo di Azione Locale dei Monti Lepini – ha proseguito Campoli – per il quale mi era stato proposto di assumere la carica di presidente, che non ho accettato perché ho un’altra concezione di politica”. Il sindaco, nel suo intervento, ha poi ricordato come su alcune questioni, Anfiteatro e 156 tra le tante, la sua amministrazione si sia trovata a ragionare su errori commessi da altri. Proprio sulla situazione della 156, oggetto delle due mozioni, il sindaco ha tirato fuori dal cilindro la delibera di consiglio del 7 dicembre 2000, nella quale occasione la massima assise cittadina votò all’unanimità il progetto dell’opera ancora non completata: “L’unica cosa che va riconosciuta alla realizzazione del nuovo tratto – ha spiegato il sindaco – è di aver tolto il traffico pensate da Sezze scalo”.
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