Stanno iniziando ad arrivare in questi giorni le bollette della Tari, la tassa sui rifiuti. Da due anni a questa parte il Governo nazionale ha voluto che l’intero costo del servizio fosse coperto dalla tassa a carico dei cittadini. Nonostante tutto, il Comune di Sermoneta è riuscito a contenere i costi a carico dei cittadini, grazie ad una buona raccolta differenziata e soprattutto ad una equità nel pagamento: la capacità di riscossione supera il 99%. Ma non basta: «L’idea del “pagare tutti per pagare meno” deve appartenere ad una comunità che fa del bene comune il suo obiettivo principale – spiegano il Sindaco Claudio Damiano e l’Assessore alle Finanze Antonio Di Lenola –. Per questo stanno partendo anche i solleciti di pagamento ai privati cittadini e alle attività commerciali che non hanno pagato la Tari relativa allo scorso anno. Si tratta di giustizia sociale nei confronti della stragrande maggioranza che fa il proprio dovere». Per contribuire a questa “equità sociale” l’Amministrazione Damiano ha aumentato bel bilancio 2016 lo stanziamento a favore dei servizi sociali, per venire incontro a famiglie, anziani, disabili e studenti e sopperire ai tagli dei trasferimenti della Regione che hanno messo a rischio l’erogazione dei servizi ai cittadini più deboli. Grazie a fondi di bilancio abbiamo potuto garantire quei servizi a chi è in difficoltà. Oltre ad aver mantenuto invariate le aliquote Tari rispetto al 2015, Sermoneta risulta avere una pressione tributaria più bassa rispetto a molti Comuni limitrofi e nel bilancio 2016 sono state confermate tutte le esenzioni dell’anno precedente. La Tari è ad esempio ridotta del 50% (solo per la parte fissa) per l’utenza non domestica della categoria Ristoranti-Trattorie-Pizzerie-Pub limitatamente alla superficie di verande e tettoie operative che risultino aperte su 3 lati e che non siano diversamente chiudibili con apposite strutture di supporto durante i mesi invernali. Sono escluse dal pagamento TARI le piccole imprese (massimo 5 componenti), che non derivino dalla cessazione/trasformazione/confluenza di preesistenti imprese, per un periodo di un anno dall’inizio attività così come risultante dagli atti della Camera di Commercio.
Per quanto riguarda le utenze domestiche, la tari è ridotta del 30 per cento per le abitazioni il cui possessore sia un coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale; abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo; abitazioni occupate da soggetti che risiedono o abbiano dimora per più di sei mesi all’anno all’estero. C’è il 30% di riduzione anche per chi ha un reddito limitato ed abbia tre minorenni nel nucleo familiare. Non paga chi ha un Isee inferiore a 4.000 euro annuo e non ha altri immobili se non l’abitazione principale. È esente l’utenza domestica presso cui risulta residente un soggetto diversamente abile al 100%. Previsto infine un 15% di riduzione per chi adotta il compostaggio domestico nelle zone agricole: c’è tempo fino ad ottobre per presentare la domanda per avere lo sconto per il 2017. «Ce la mettiamo tutta per aiutare i cittadini, ma il Governo nazionale non deve continuare a tagliare i contributi ai Comuni, stanno riducendo i Comuni ad esattori per conto dello Stato e questo non è giusto», concludono Damiano e Di Lenola.
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