Il Comune di Sezze prova quella che probabilmente è l’ultima carta per salvare il salvabile in merito al Teatro Italiano di Sezze, l’Anfiteatro, opera che da molti è stata definita “ecomostro” e che recentemente è salita agli onori delle cronache con servizi su Rai e Sky. Ferma da diversi anni e con lavori mai terminati dopo un’autentica distruzione di quanto realizzato negli anni ’50 seguendo il progetto di Piacentini, Ascheri e Aiuti, adesso si cercano fondi per recuperarla, considerato che anche la Regione Lazio ha deciso di liberarsene inserendola nei beni alienabili e che l’Unione Europea chiede indietro 1,3 milioni di euro che sono serviti per realizzarla. Per recuperare i luoghi culturali dimenticati il Governo mette a disposizione 150 milioni di euro. Fino al 31 maggio tutti i cittadini potranno segnalare all’indirizzo di posta elettronica bellezza@governo.it un luogo pubblico da recuperare, ristrutturare o reinventare per il bene della collettività o un progetto culturale da finanziare. Una commissione ad hoc stabilirà a quali progetti assegnare le risorse e il relativo decreto di stanziamento sarà emanato il 10 agosto 2016. Il Comune di Sezze ha quindi deciso di segnalare il sito del Teatro Italiano, in ragione della particolare importanza del completamento dell’opera per la collettività amministrata. Il maggior numero di segnalazioni contribuirà a favorire la scelta della commissione nell’assegnare risorse finanziarie per il recupero del sito indicato. “Il Teatro Sacro Italiano – si legge in una nota del Comune – in fase di ristrutturazione dal 2004, è il simbolo rappresentativo della città di Sezze. Fu realizzato negli anni ’50 per ospitare la Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo e successivamente è divenuto scenario di spettacoli e concerti che hanno visto la partecipazione di grandi personaggi del mondo dello spettacolo. Il sito è in stato di abbandono dal 2008 e necessita di urgenti interventi di recupero”. Di diverso parere il Gruppo in Difesa dei Beni Archeologici di Sezze, che ha deciso di segnalare, sempre per l’iniziativa del Governo che stanzia 150 milioni di euro da destinare al recupero di beni culturali dimenticati, la riqualificazione della Via Setina. “Per dare forza al nostro progetto – spiegano i responsabili – bisogna spedire una mail a bellezza@governo.it. Il testo che suggeriamo di inviare è quello di ripristinare il tracciato dell’antica via romana che collega Sezze con la pedemontana, valorizzandone le ricchezze archeologiche, naturalistiche e paesaggistiche che costituiranno una attrattiva turistica”.
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