Predisporre un Protocollo d’Intesa con il quale vengono stabilite le modalità di riconsegna al Comune di Bassiano delle strutture e della gestione del servizio idrico integrato in modo da poterne fare un modello di bene comune dell’acqua sorgiva di Bassiano. E’ questa la richiesta che il sindaco di Bassiano Domenico Guidi ha fatto tramite l’invio di una lettera al Presidente dell’ATO 4 e Presidente della Provincia di Latina. Nella missiva, spedita ieri, il primo cittadino di Bassiano spiega: “E’ doveroso che io riaffermi, con profonda convinzione, che l’acqua non deve essere, in nessun modo e per nessun motivo, privatizzata. I cittadini hanno dei diritti inalienabili e tra questi l’uso dell’acqua e dell’aria. Acqualatina, nata nei primi anni 2000 come società pubblico/privata per gestire la distribuzione dell’acqua nei 38 Comuni della Provincia di Latina, Roma e Frosinone e soprattutto in quei Comuni facenti parte della Comunità Montana, si è rivelata ben presto, come gli acquedotti del meridione, più adatta a dare da “mangiare” piuttosto che da bere. Sarebbe interessante conoscere e sommare i costi, lo spreco del nostro denaro, il ruolo di freno in ambito degli investimenti e programmazione che questa società ha avuto per le terre di montagna. In lire sono cifre mostruose e tali restano anche in euro. Nell’unico intento che mi muove – ha proseguito Guidi – continuo a fare solo gli interessi dei miei amministrati e del mio Comune. Il mancato rispetto della Legge danneggia notevolmente ogni bassianese, visti i costi elevati e gli sprechi subiti. Ora serve, com’è suo dovere, l’intervento del Presidente della Provincia, del delegato Provinciale all’Ambiente, del Presidente dell’ATO 4 per arrivare ad una soluzione che smetta di penalizzare in modo tanto gravoso ogni singolo utente di Bassiano. Per mettere fine, insomma, ad un’ingiustizia che non possiamo più accettare. Bassiano non è mai stato socio di Acqualatina e, pertanto, pur se di fatto tale società si è comportata come soggetto gestore (ricevendo con un commissario ad acta, nominato dal TAR di Latina su richiesta della Società Acqualatina e dell’ATO, la consegna degli impianti di proprietà Comunale) continuando, in qualche modo, a garantire il servizio, in realtà il Comune ha cominciato ad organizzarsi per addivenire, come da tempo voluto, ad una gestione autonoma”. Secondo il sindaco, insomma, ricorrerebbero tutti i requisiti e i presupposti per la gestione autonoma del Comune del servizio idrico integrato e da qui la decisione di andare in fondo alla questione e chiedere formalmente il protocollo di intesa per tornare alla gestione interamente pubblica del servizio.
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