Sulla situazione delle nuove bollette inviate dalla Dondi ai cittadini di Sezze interviene anche Vittorio Accapezzato. L’ex professore, da qualche anno in pensione, suggerisce che l’ente comunale metta a disposizione dei cittadini setini un difensore civico. Nella sua nota Accapezzato spiega: “C’è rabbia nel paese, da parte di chi si trova a pagare more e interessi sulle bollette già pagate ma con un po’ di ritardo. I ritardi nella consegna della corrispondenza sono un vecchio problema che riguarda quasi tutte le città, grandi e piccole d’Italia. La fiacca consegna della corrispondenza cagiona conseguenze pesanti, anche di natura economica, quando si tratta ad esempio di bollette recapitate oltre la scadenza dei termini per il pagamento. Molte bollette sono recapitate in ritardo, spesso arrivano che sono già scadute e sulla busta non c’è nemmeno il vecchio timbro postale che attesti la data di arrivo e di consegna. Ritardi e disservizi, insomma, tutti a scapito degli utenti che si vedono recapitare sempre più spesso gli interessi di mora per il ritardo nei pagamenti. Chi può attestare – si chiede l’ex professore – la data di consegna da poter dimostrare di aver realmente ricevuto in ritardo la bolletta e che, dunque, il pagamento oltre la scadenza non è a lui imputabile? A questo punto inizia lo “scaricabarile”, un antico modo di agire che in Italia perdura da epoca remota. Nel linguaggio legale si usa il termine “probatio diabolica” ovvero prova del diavolo. L’espressione è usata per indicare una prova impossibile per risalire a tale accertamento, poiché la posta massiccia non è tracciabile per mancanza di timbro postale né di partenza né di arrivo della corrispondenza. Quest’uso del termine è usato per dire che non vi sono prove per dimostrare che il diavolo esiste, ma non si può anche provare che “il diavolo non esiste”. Considerata l’impossibilità di poter dimostrare su chi penda la responsabilità dei ritardi nel recapito della corrispondenza perché le colpe devono ricadere sui cittadini che hanno correttamente pagato e il cui ritardo di qualche giorno non è certamente amputabile alla loro negligenza? Stando che l’evento ha colpito diversi utenti, è da chiedersi che il Comune a difesa dei propri cittadini attraverso un difensore civico – conclude la nota di Vittorio Accapezzato – faccia opposizione al pagamento d’interessi di mora sul ritardato pagamento non essendo possibile individuare una tracciabilità di consegna della corrispondenza ordinaria”.
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