“Il taglio delle imposte è una battaglia condotta dalla minoranza in consiglio comunale, non un accordo sindacale tra il sindaco e le organizzazioni che adesso se ne prendono i meriti”. Non ci sta il consigliere di Forza Nuova Roberto Reginaldi, che interviene dopo le dichiarazioni dei responsabili sindacali di CGIL e Lega Spi, Salvatore Piccoli e Franco Tulli: “Riguardo le aliquote l’opposizione ha portato avanti una battaglia a non finire, interrogazioni singole e firmate a 4 mani, oltre alle mozioni. La riduzione delle due aliquote era un impegno preso fin dall’inizio, considerato che furono applicate al massimo. Un impegno che non fu mantenuto dal sindaco e dalla maggioranza, visto che dovevano essere ridotte già dal 2014. Riguardo la Tasi l’opposizione ha già manifestato in consiglio il non essere soddisfatta della ridicola riduzione dello 0,9, ovvero dal 3,3 al 2,4. Noi pretendevamo l’aliquota al minimo, all’1 per mille. Mentre per l’Imu sui terreni agricoli va ancora peggio, con questa simpatica tassa partorita dal Governo con azione retroattiva, fissata al massimo, 7,6 anziché 4,6, e infatti abbiamo chiesto che venisse fissato un consiglio per discutere la sua riduzione al minimo, cosa che il sindaco e la sua maggioranza non hanno fatto respingendo la mozione, offrendo appunto la ridicola riduzione dello 0,6. Una tassa infame – conclude il consigliere – come la definì il Senatore Moscardelli, che comunque l’ha votata in Senato. L’accordo di cui parlano i due sindacalisti è avvenuto dopo le innumerevoli dibattiti tenutisi in consiglio. Questo equivale a sfruttare una battaglia che non gli appartiene e che comunque ha fruttato una misera vittoria. L’impegno sarà quello di presentare ulteriore mozione e dare battaglia affinché la Tasi venga portata al minimo, così come per l’Imu altri immobili e agricoli. Anche per la Tari sono state presentate interrogazioni chiedendo la riduzione del ‘balzello’ per i cittadini residenti nelle campagne, luoghi non raggiunti dal servizio porta a porta”.
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