Si stanno dilatando le tempistiche paventate in un primo tempo per la riapertura dell’ala vecchia dell’ex ospedale San Carlo; dopo il crollo del solaio datato 1 luglio, ci si è resi conto che non era quello l’unico problema di una struttura che giaceva su una precedente costruzione vecchia secoli. A compromettere la stabilità del tutto erano le condizioni precarie (e già note) della chiesa di Sant’Antonio di proprietà del Fec (Un Fondo per gli edifici di culto di proprietà del Ministero dell’Interno). La chiesa, in quanto pericolante per crolli della volta e infiltrazioni varie, crea infatti pericolo per i locali attigui. Il direttore del distretto Sanitario di Latina per i Monti Lepini, il dottor Luigi Ardia, ha ufficialmente dichiarato conclusi i lavori di riempimento della stanza venuta fuori dopo il crollo (34 metri cubi di calcestruzzo) e il puntellamento della verticale sopra il crollo chiusa dalla prima ordinanza del sindaco Andrea Campoli, datata 3 Luglio. Ora possono cominciare quei lavori di monitoraggio delle fondamenta dell’ala vecchia (finora sconosciute) che potrebbero durare settimane. Il sindaco Andrea Campoli ha detto di attendere le certificazioni del consolidamento avvenuto, in seguito alle quali potrà ritirare l’ordinanza di chiusura di quella parte. Ciò permetterà di poter contare su locali fondamentali per terminare la riallocazione delle attività.
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