Venerdì 4 settembre, con un accordo fra le sigle sindacali CGIL, CISL e UIL, si è svolto un presidio/assemblea degli operatori CUP della Cooperativa Sociale Integrata Capodarco, presso la sede della Regione Lazio, a Roma. Il prossimo 21 settembre, infatti, ci sarà la scadenza della gara d’appalto indetta dalla Centrale d’Acquisti della Regione Lazio, che riguarda 10 aziende sanitarie nelle quali la Cooperativa opera con oltre 800 lavoratori. La nuova gara prevede un taglio del 17% del monte ore lavorative a cui si aggiunge un capitolato che prevede una clausola sociale di salvaguardia del posto di lavoro solo per i lavoratori disabili, mentre per i restanti 500 soci non è tenuta ad alcun obbligo l’eventuale impresa subentrante così come non è previsto il mantenimento degli attuali trattamenti salariali. Di fatto, sono quasi 300 gli operatori che rischiano il posto di lavoro nelle varie realtà locali. Erroneamente definito dai più solo come un servizio di prenotazione, il lavoro del CUP è invece molto più ampio. In ogni realtà sanitaria, l’operatore è tenuto non solo a prenotare prestazioni sanitarie in tutta la ASL di appartenenza (nel caso della ASL di Latina, quindi, in
tutta la provincia), ma si occupa di incasso ticket e libera professione, completamento e riordino dei diversi piani di lavoro dei medici degli ambulatori specialistici, provvede all’accettazione analisi e alla registrazione di ogni prestazione, è impiegato negli uffici di scelta del medico ed esenzioni ticket, gestisce – con un attento e diligente servizio di back office – tutte le agende dei medici ed è responsabile dell’intera cassa di tutta la struttura sanitaria nella quale svolge il proprio lavoro. Si occupa anche di servizio screening ed ha la responsabilità degli “sportelli speciali” attivi in molte strutture. L’ulteriore riduzione del monte ore, significa non solo licenziamenti ma anche riduzione del servizio al cittadino. Il 17% di ore in meno, in molti casi, prevederà la chiusura di sportelli nonostante il lavoro sia tanto e le ore già insufficienti per svolgerlo con serenità. Questi tagli, vanno a sommarsi a quelli già effettuati due anni fa e che hanno costretto la Cooperativa Capodarco ad una politica di contratti di solidarietà per tutti i soci lavoratori che si sono visti diminuire lo stipendio per far fronte alla situazione già critica, ma che ha consentito loro di mantenere il posto di lavoro. Ad oggi, la Cooperativa ha avviato una procedura di mobilità per gli esuberi e il rischio di licenziamenti è diventato sempre più pressante. Regione sembrerebbe intenzionata a ridurre ulteriormente le ore messe a disposizione degli operatori per svolgere un lavoro che, di fatto, contribuisce in maniera determinante all’andamento di Ospedali e Poliambulatori. A causa dei tagli precedentemente imposti, il servizio CUP si è trovato, nel corso degli ultimi anni, a dover far fronte e vere e proprie situazioni di emergenza con operatori impegnati a gestire file infinite e lamentele dovute alla chiusura di sportelli necessari. Dopo aver cercato un incontro per mesi, le sigle sindacali CGIL, CISL e UIL, hanno proclamato lo stato di agitazione e hanno organizzato il presidio che si è tenuto lo scorso 4 settembre. Dopo aver ricevuto una delegazione, la Regione ha fatto sapere che la gara andrà comunque avanti ma che è disposta al confronto sulle clausole sociali. Nel corso degli anni, si è molto parlato dei cosiddetti “sprechi” imputabili all’Azienda Sanitaria Locale. Tuttavia, poco o niente è stato messo in pratica per evitare i costi eccessivi non essenziali, mentre fin troppo spesso a rimetterci sono stati i lavoratori seri e i cittadini. Il prossimo giorno di sciopero degli operatori CUP, a causa di tempi tecnici e legali, è stato fissato per il 21 settembre che coincide, purtroppo, con l’apertura delle buste della gara d’appalto.
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