Da qualche mese ormai la Città di Priverno sembra come essere soffocata dall’assenza totale di dibattito pubblico. Dopo i fatti del 25 febbraio scorso e della caduta rovinosa della precedente amministrazione, il silenzio della Politica è divenuto ogni giorno più manifesto. E’ incredibile vedere come i partiti classicamente intesi siano letteralmente spariti dalla circolazione, rannicchiati completamente su se stessi e quando di rado qualcuno ha provato a mettere il becco fuori dalla finestra, sembra quasi che il suo non sia stato altro che un timido, per certi versi triste, tentativo di dimostrazione della propria autoreferenziale esistenza. Antonio Di Giorgio, ciò premesso commenta: ““Ho sempre creduto che Priverno si fosse contraddistinto per la sua estrema vivacità del dibattito interno: partiti, movimenti, associazioni politiche, onlus, no-profit e comitati di quartiere hanno sempre concorso più o meno assiduamente nel cercare di dare una prospettiva a Priverno (potremmo poi discutere se tutto ciò abbia mai portato i risultati sperati, ma non è questa la sede opportuna), ma a memoria d’uomo un’assenza cosi evidente, cosi lampante della discussione politica, che è il sale della democrazia, non si è mai vista.”
“E mentre i cittadini per tutta l’estate hanno mostrato, attraverso le forme più curiose e disparate, interesse nei confronti del proprio Paese e, allo stesso tempo, si sono adoperati per colmare le lacune di un’amministrazione dapprima intoccabile, oggi un po’ meno quindi umanamente imperfetta come quella commissariale, i partiti classicamente intesi sono silenti, immersi nelle loro beghe interne e scollati completamente dai problemi reali della cittadinanza. Ormai sono cosi distanti che non tentano più nemmeno di darsi quella parvenza di credibilità che nelle annate precedenti provavano ad avere organizzando un evento, adoperandosi per una qualche iniziativa o semplicemente stimolando il dibattito con comunicati e articoli di giornale.”
“Già lo dissi in passato, il 2016 sarà un anno strategicamente importante per Priverno: i Comuni dovranno introdurre nel bilancio di previsione sia un bilancio di competenza che uno di cassa, la raccolta differenziata (e quindi inequivocabilmente il dilemma delle isole ecologiche), la cura del territorio e delle periferie sono questioni dalle quali Priverno non può esimersi dall’affrontare per migliorare la qualità della vita dei propri cittadini.
Per affrontare nel migliore dei modi le sfide che il futuro ci presenta è necessario che Priverno rimetta al centro il dibattito ed il confronto pubblico. Abituarsi passivamente agli effetti della sospensione democratica equivale a rinunciare al proprio diritto di parola. Questo Priverno non può assolutamente permetterselo.”
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