“Siamo personalmente felici che in questi giorni tutti si schierino contro la legittimità delle varianti urbanistiche approvate dalla precedente Giunta. Noi siamo sempre stati di questa opinione. Le sostanziali modifiche ai piani precedentemente vigenti dovevano affrontare il democratico confronto negli organi comunali preposti. Inoltre, vista la delicatezza del tema trattato e degli interessi in campo, sarebbe stato auspicabile un confronto con i cittadini interessati alle sorti della nostra città”. Questo è quanto afferma Alessandro Patti, responsabile Urbanistica nella segreteria comunale del Pd Latina. “La precedente amministrazione ha scelto la strada dell’autoreferenzialità – continua Patti – approvando in Giunta lo stravolgimento ed il consumo di suolo che si legge nelle varianti urbanistiche. Personalmente trovo insensato scendere in corsa dal carro dei perdenti. La precedente giunta deve prendersi le proprie responsabilità politiche, civili e soprattutto etiche. Il tempo ci sta dando e ci darà ragione. La presa di posizione della Regione, organo deputato al controllo della materia urbanistica, che ha definito “SOSTANZIALI” le modifiche urbanistiche apportate ai Piani. La presa di coscienza che tali piani devono sottostare alle normali regole di trasparenza e discussione. A Latina sapientemente eluse, ha sposato in pieno quanto espresso sia dalla segreteria comunale sia dal precedente gruppo consigliare del PD nelle opportune sedi. Altro elemento di soddisfazione sono le affermazioni del Prefetto – continua il rappresentante del Partito Democratico di Latina -. Infatti si fa largo la convinzione che, se ci sono state forzature, sono avvenute con il bene placido degli uffici tecnici comunali. O meglio di alcune figure che sicuramente non facevano gli interessi del Comune di Latina e della collettività. Il Partito Democratico ha dato più volte la sua visione dell’urbanistica locale riconoscendo la centralità dell’edilizia residenziale pubblica come elemento prioritario di sviluppo per il territorio urbano e periurbano. I nuovi quartieri di edilizia residenziale pubblica per contrastare l’emergenza abitativa, sistemi ridistributivi del patrimonio edilizio pubblico inutilizzato e del patrimonio fondiario già del Comune, acquisito tramite la perequazione urbanistica. Un’urbanistica per contratti – conclude Alessandro Patti del PD -, non più calata dall’alto ma interscalare e predisposta tra operatori istituzionali, economici e cittadini. Un nuovo modo di fare urbanistica. Volto finalmente a conferire ai luoghi urbani pubblici ed agli abitanti il ruolo centrale nel processo pianificatorio”.
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