Il 23 agosto 2013 (2 anni fa) TGSKY24 mandava in onda la prima intervista di Sara Cerqueti a Carmine Schiavone, pentito (collaboratore di giustizia) del clan dei casalesi. La sua intervista e le sue dichiarazioni dirompenti resteranno per settimane sulle pagine e sui servizi nazionali, internazionali e locali. Parlava dei legami della mafia con la politica e della gestione del ciclo dei rifiuti che rendeva e rende più degli altri traffici illeciti. Schiavone dichiarava che anche Latina, il basso Lazio facevano e sono parte della provincia di Casale. Inoltre il collaboratore di giustizia diceva che per effetto dei tanti rifiuti interrati a Latina moriranno tutti.
L’informazione ha le sue regole cerca il sensazionale, lo scoop e trascura vicende dolorose della vita di tutti i giorni che per una decina di nuclei familiari significa convivere con le emissioni pestilenziali che dalla discarica invadono le proprietà vicine, case e aziende togliendo la libertà di godere della proprietà, della casa, del giardino, dell’orto con la puzza maleodorante e vomitevole che attraversa muri e finestre togliendo la qualità della vita.
Le case, se mai qualche cialtrone dice il contrario, esistevano da prima della discarica, tra cui il podere costruito dall’Opera Nazionale Combattenti nel 1932.
In qualche caso si sono evitate discariche (o altri impianti inquinanti) perché vicini a siti dichiarati “patrimonio dell’umanità” ma anche i Cristiani, uomini, donne, bambini e anziani sono un, anzi IL Patrimonio dell’Umanità.
Ai cialtroni che dicono che le discariche servono citiamo i numerosi e disparati esempi positivi che le hanno superate con la raccolta differenziata. In molti comuni non si paga il servizio di raccolta perché gli stessi comuni, vendendo il materiale raccolto e recuperato, ci guadagnano.
In ogni caso qualsiasi impianto inquinante, cancerogeno, che tratta rifiuti va realizzato in zona idonea e non a ridosso delle abitazioni anche se, in modo dispregiativo definite “case sparse”.
Tanti studi epidemiologici, scientifici attestano i danni della discarica per la salute umana causando non solo tumori, ma favorendo anche malattie degenerative e i casi in questa decina di nuclei familiari sono molto al di sopra della casistica.
Anche la puzza sappiamo che spesso è sinonimo di malattie e di pericolo per la salute umana.
Le condizioni dell’inquinamento della discarica non è compatibile con la vita umana, anche se con grave ritardo lo hanno certificato e scritto più volte Asl, ArpaLazio, comune e Provincia di Latina, perfino quei collusi (vedere indagati nei vari processi per rifiuti) della Regione Lazio.
La Comunità Europea ha sanzionato la ragione Lazio per come venivano gestite, senza rispettare le direttive europee, le varie discariche, compresa quella di Borgo Montello.
Una soluzione va trovata, lo ripetevano in coro Regione Lazio, comune di Latina, provincia, ArpaLazio il 26 maggio 2015, per tutelare la salute pubblica, ma nessuno di loro ha fatto nulla dichiarazioni a parte, per modificare lo stato di fatto.
Schiavone nella sua intervista del 23 agosto 2013 affermava che il tempo del dolore dura 8 giorni, quello dei residenti costretti a con –vivere (da reclusi in casa propria) dura da 40 anni di complicità, di inquinamento, false e procurate emergenze, errori progettuali, nelle opere e nei mancati o insufficienti controlli dei cialtroni che hanno infangato le Istituzioni, danneggiando per scelta (e forse per potere o denaro per ricatto o altro) l’ambiente, la salute e i cittadini.
Eppure il collaboratore di giustizia tante cose ha detto nelle varie interviste, dalla provenienza ai trasportatori dei rifiuti, da dove sono interrati e quali effetti avranno sulla salute pubbliche, su come la malavita è stata “corrotta” dal sistema di smaltimento illecito sui rifiuti, sul dove cercare la verità sull’uccisione di don Cesare Boschin.
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