In due rimessi in libertà con obbligo di firma e uno arrestato in regime di detenzione domiciliare. Per molti, la decisione del giudice nei confronti di, N.M.O., 34enne, già pregiudicato R.C. 29enne e S.I. 26enne, autori della rissa che ha insanguinato Sezze tra sabato e domenica il 18 luglio, è stata troppo morbida. La notizia delle sentenze ha fatto rapidamente il giro del paese sollevando l’indignazione di molti, stupiti dalla mano leggera della giustizia. La considerazione è semplice: i tre, in stato di evidente alterazione, dopo due precedenti focolai di zuffa, hanno innescato una rissa furibonda mettendo in mostra una violenza che ha lasciato sorpresi gli stessi Carabinieri accorsi sul posto e che, per riportare la situazione alla calma, hanno subito pure loro calci e pugni. Il ragazzo finito al San Camillo è stato colpito con una bottiglia (arma impropria). Per questo in molti si attendevano condanne senza dubbio più pesanti,che servissero da deterrente ad eventuali altri male intenzionati. Così non è stato. Sul territorio setino le presenza straniere sono tante; le mele marce sono poche, come confermato da fermi e denunce; i soggetti che delinquono sono sempre gli stessi, ma nell’esasperazione si tende purtroppo a generalizzare e ciò non aiuta l’integrazione.
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