Una determina dell’ufficio tecnico dei giorni scorsi riporta di un entrata per l’importo di € 183.838,17 a carico della Società Limestone, la cui autorizzazione a scavare è cessata improrogabilmente il 24 luglio 2012. Il consigliere Luigino Mandatori è però scettico in proposito e spiega le sue perplessità: “Questa data di scadenza, è stata sempre confermata dall’Ufficio Tecnico del Comune, anche di fronte all’evidenza accertata e verificata anche dagli Organismi ufficiali, che lo scavo e la lavorazione è sempre proseguito abusivamente per un anno intero, fino al giorno 6 luglio 2013 fissato nell’ordinanza di sospensione dell’attività estrattiva emessa dallo stesso Geometra di fronte all’evidenza e alle pressioni e denuncie delle Opposizioni e di alcuni Cittadini. Questo stesso Geometra, unitamente ai componenti del suo stesso Ufficio, ha violato scientemente la L.R 17/2004 nell’art. 15 comma 4, omettendo ogni anno della durata dell’autorizzazione di “determinare l’importo annuale del contributo per il recupero ambientale dovuto da titolare dell’autorizzazione”; mentre la ditta autorizzata, per stessa ammissione del Geometra Ercolani ha sempre ottemperato alle disposizioni del comma 3 che dice”entro il 30 giugno di ogni anno, il titolare dell’autorizzazione trasmette al Comune una perizia giurata, che attesta lo stato di avanzamento del piano di coltivazione della cava, con l’esatto quantitativo del materiale utile estratto”. Stando cosi le cose: chi ha violato la legge? Dove sta scritta la legittimazione del Comune a chiedere contributi e sanzioni mai richiesti o definiti secondo la legge? Il Geometra Ercolani, nelle sue lunghe elucubrazioni epistolari, lascia intendere, con la pratica del gioco delle tre carte, e, mi sia consentito, con la menzogna che, le omissioni e violazioni di legge sono da attribuire alla ditta che, da parte sua, nel corso degli anni ha “versato volontariamente” quello che riteneva opportuno, in piena libertà, in questo “paese delle meraviglie”; con il tacito consenso dell’Ufficio Tecnico, che non ha volontariamente ottemperato al disposto dell’art. 16 comma 5 lettera (a) e (b). Con tale comportamento, L’Ufficio Tecnico del Comune di Roccasecca ha aperto una disputa che, qualsiasi Tribunale non avrà difficoltà a risolvere con la loro condanna per colpe e omissioni dolose; e la Comunità con una montagna distrutta, e l’ambiente violentato con l’estrazione, non si sa di quanti milioni di mc di materiale calcareo; con crediti che difficilmente, purtroppo riuscirà a incassare. Il risultato vero della questione è che, per il momento, e solo per il momento il Comune vanta un credito verso il suo Ufficio Tecnico di € 183.838,17”.
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