“Movimento libero Iniziativa sociale ha denunciato la manipolazione grossolana tramite la quale è stata alterata quella che da qualcuno è definita “pergamena storica” dei Combattenti di Sezze della Grande Guerra, ma che nella realtà è la stampa di una foto ricordo, realizzata artigianalmente con i pochi mezzi dell’epoca, della quale circolano in città diverse copie. In essa sono immortalati i volti di alcuni Combattenti di Sezze, insieme ai vertici statali e militari italiani. In alto, il Re Vittorio Emanuele III. Al centro dell’originale Benito Mussolini, all’epoca della foto Primo Ministro. Fatto scomparire, con una pecetta, nella copia posizionata presso il locale Museo Archeologico dopo le celebrazioni del 24 Maggio 2015, in occasione del Centenario dell’entrata in guerra”. E’ quanto sostengono i responsabili del Movimento Libero Iniziativa Sociale, che tornano sulla questione del manifesto dei reduci setini della Grande Guerra, che sarebbe stato modificato. Nella nota del movimento politico si legge: “Come noto, MLIS si occupa da sempre di questioni particolarmente gravi che interessano il territorio, che grazie al nostro operato sono diventate di dominio pubblico, ma non riteniamo quest’ultima sollevata di secondaria importanza. Tanto meno essa rappresenta una sterile polemica, come qualcuno vorrebbe liquidarla. Troppo facile. Non è nemmeno una questione politica o di principio. In un momento in cui a Sezze si sente parlare, a sproposito stando a quanto accaduto, di memoria storica, rappresenta un precedente gravissimo il fatto che venga fatto esporre in un museo pubblico, parliamo del locale Museo Archeologico, un falso, la copia taroccata di una foto storica.
E’ inutile che intervengano terzi. La manifestazione celebrativa del Centenario è stata organizzata ufficialmente da diversi enti e associazioni, in primis il Comune di Sezze. Con il sindaco Andrea Campoli erano presenti le massime autorità civili, militari e religiose. Il programma ufficiale della manifestazione, presentato tramite depliant, prevedeva il raduno presso il Monumento dei Caduti e, dopo una serie di iniziative, la sua conclusione presso il Museo Archeologico per l’esposizione di questa “pergamena storica”. E’ il sindaco Andrea Campoli a dover spiegare l’accaduto e a dover rispondere alla cittadinanza. Si presume, anzi è obbligatorio, che un museo, prima di esporre al pubblico una qualsiasi opera, ne garantisca l’autenticità e l’originalità. Nel caso specifico è successo il contrario: ne va della credibilità di tutto il Museo. Il primo cittadino non può fare orecchie da mercante. Esistono tre possibilità: far rimuovere la stampa taroccata, far esporre la copia originale con l’immagine del Duce, mantenere il tarocco specificando, tramite ulteriore pecetta, che quella esposta nel Museo di Sezze è un falso “purgato” della foto di Mussolini. Il quale, dopo essere stato punto di riferimento degli interventisti, ha partecipato come caporale dei bersaglieri alla prima guerra. Ferito e decorato, era presidente del Consiglio nell’anno in cui è stata realizzata la foto storica, cioè dopo la realizzazione del locale Monumento al Milite Ignoto. La questione – conclude la nota – è particolarmente delicata. Non si tutela la memoria della Storia stravolgendo fatti e documenti”.
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