“Domenica 24 maggio 2015, mentre in tutta Italia si celebrava il Centenario dell’entrata nella Grande Guerra, a Sezze, che conferma in tal modo di essere ancora la Stalingrado dei Lepini, si perpetrava un oltraggio alla Storia ed alla sua memoria”. E’ quanto sostengono i responsabili del Movimento Libero Iniziativa Sociale, che spiegano nel dettaglio: “La manifestazione, presenziata dalle massime autorità civili, religiose e militari della città e non solo, terminava con l’esposizione della “pergamena storica dei Combattenti di Sezze” (così denominata nel depliant illustrativo dell’iniziativa, patrocinata da Comune di Sezze, Regione Lazio, Provincia di Latina, Associazione Memoria Storica, Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, Associazione Familiari Cavalieri di Vittorio Veneto) presso il locale Museo Archeologico. Questa cosiddetta “pergamena storica” non è altro che una stampa, della quale esistono tante copie in giro anche presso abitazioni private. Una di queste, che è ancora nella nostra disponibilità, è stata per anni all’interno di quella che era la sezione locale del MSI. La copia che è stata esposta presso il Museo di Sezze è stata però taroccata. Al centro della stampa originale, infatti, campeggia il primo piano dell’allora Presidente del Consiglio Benito Mussolini, che è scomparso, nella copia ora in esposizione, grazie ad una grossolana manipolazione. Al suo posto appare una “pecetta” bianca con la dicitura “Centenario della Grande Guerra, Ass. Familiari dei Cavalieri di Vittorio Veneto, Sezze 24/5/2015”. Si tratta – conclude la nota del Mlis – di un atto che travisa la storia, ne offende la memoria e stravolge la realtà. Cosa grave è che questo misfatto sia stato avallato dalle autorità, in occasione di un appuntamento storico importante. Ancor più grave è che questo falso venga ospitato in un Museo pubblico. Ci troviamo di fronte ad un fatto degno del peggior regime staliniano, sotto il quale si facevano sparire dalle foto personaggi “scomodi”, degno della Cina maoista, della Corea di Kim Jong. Il sindaco Andrea Campoli ha paura della verità? Non pensa, il primo cittadino, che quel tarocco che offende la storia di Sezze vada rimosso?”.
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