Martedì 28 aprile con un disavanzo di 334.000 euro la maggioranza del sindaco Mancini ha approvato il rendiconto per la gestione dell’esercizio 2014. Il PD è critico in merito: “Ricordiamo che il rendiconto 2012 si era chiuso con un disavanzo di 1.118.000 euro. A distanza di due anni, secondo la maggioranza abbiamo recuperato da risorse libere di bilancio qualcosa come 700.000 euro. Ma nessuno sa rispondere da dove effettivamente arrivino questi presunti risparmi e come si stia concretizzando il piano di risanamento.
A margine delle discussione sono emerse le solite litanie, la solita pappa di un’amministrazione impossibilitata a fare di più e meglio a causa di un’eredità troppo pesante da gestire. C’è un dato però , certificato dai bilanci, rispetto al rendiconto dell’anno precedente, le entrate tributarie nell’anno 2014 sono cresciute di ben 444.000 euro a fronte di pessimi servizi. Tanto per
fare un esempio evidente a tutti, non c’è una strada in condizioni decente. Dopo nove anni di amministrazione Mancini la verità è semplicemente un’altra ed è ormai chiara a molti e cioè che abbiamo una classe dirigente totalmente inadeguata, persone ad iniziare dal sindaco non all’altezza dei ruoli, che hanno dimostrato poco o scarso attaccamento al paese e che in questi anni hanno fatto meglio i propri interessi che quelli della gente. La questione usi civici, la gestione di alcune strutture comunali, l’affidamento diretto di alcuni servizi a una società che ha importanti rapporti commerciali con il comune e la sede legale dentro lo studio di chi poi approva il bilancio ne sono la palese testimonianza. Al di là dei numeri, comunque preoccupanti, la minoranza boccia e contesta l’intero operato dell’amministrazione Mancini. Non hanno mai avuto un progetto di sviluppo per il paese, oggi più che mai c’è tanta confusione e più di qualche crepa dentro la maggioranza. Il paese ne risente, è carente di iniziative, il turismo proprio non decolla, i commercianti vengono lasciati soli e non messi nelle condizioni migliori per lavorare.
Per invertire la rotta non servirebbe poi molto. È necessario cambiare questa classe dirigente che poco ha fatto per il Paese. Ottimizzare le poche risorse a disposizione, avere un progetto chiaro su cui lavorare che coinvolga il centro storico fino ad arrivare all’area archeologica, ripartire dall’esistente, valorizzare e sfruttare le ricchezze del territorio”.
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