Nei giorni scorsi, la quotidianità politica maentina è stata caratterizzata dall’insorgere di due problematiche la mancata erogazione dei fondi per i malati di SLA e l’emergenza relativa ai rifugiati politici.Su entrambe è arrivato l’intervento del sindaco cui fa seguito ora quello dei quattro consiglieri di opposizione. Scrivono Mastracci, Napoleoni, Corsi e Polidoro: “Le problematiche sociali che interessano da vicino i nostri concittadini sono state una delle priorità che ha caratterizzato la precedente amministrazione da noi presieduta.
Per quanto riguarda la prima problematica nei giorni scorsi abbiamo appreso da un articolo sul giornale che dal mese di dicembre il comune capofila dei Monti Lepini, Priverno, ha bloccato l’erogazione dei contributi necessari alle famiglie che hanno un malato di SLA da accudire.
Nell’esprimere tutta la nostra vicinanza alla famiglia presente nel nostro Comune e nel prendere atto dell’interesse del Sindaco relativamente a questa grave problematica, riteniamo che la soluzione di scrivere una semplice lettera al commissario prefettizio non possa risolvere nell’immediato il problema dell’unico malato di SLA presente nel nostro paese. Una soluzione più efficace che ci sentiamo di proporre all’attuale maggioranza potrebbe essere quella di destinare all’interno del bilancio comunale un fondo per le emergenze sociali per dare una risposta concreta ed immediata a queste situazioni di disagio. Nella passata legislatura già sono stati predisposti e realizzati progetti per il sociale che potevano essere finanziati dal piano di zona ma, considerati i tempi per l’erogazione delle somme, è stato deciso di realizzarli integralmente con fondi comunali come nel caso della ludoteca comunale e integrazione dell’assistenza domiciliare.
Per quanto riguarda invece la problematica dei rifugiati politici presenti nel nostro paese, già qualche mese fa avevamo richiesto al primo cittadino rassicurazioni circa la regolarità di un insediamento di immigrati a Maenza e ci era stato risposto che avrebbe provveduto ad effettuare i controlli sulla regolarità dell’insediamento stesso e che comunque era in atto un progetto per la loro integrazione nel tessuto sociale locale. Ad oggi non abbiamo più avuto notizie ne degli esiti dei controlli effettuati ne di questo progetto di integrazione.
Ora la nostra attenzione si sposta su un secondo insediamento di rifugiati politici presso un’abitazione in loc. Casacotta proprio ai confini tra i Comuni di Roccagorga e Maenza che ha destato non poche preoccupazione tra i residenti.
Dopo le numerose segnalazioni pervenuteci ci sembra doveroso rivolgere un appello al primo cittadino affinché effettui dei controlli presso le autorità competenti per accertare la regolarità di questo secondo insediamento ed in particolare di verificare sia le dovute autorizzazione che il numero dei rifugiati da ospitare anche in rapporto ai metri quadrati dell’abitazione in questione”.
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