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Mondoreale > Blog > Attualità > Sezze, i docenti protestano contro il DDL buona scuola con un documento
Attualità

Sezze, i docenti protestano contro il DDL buona scuola con un documento

Ultimo aggiornamento: 24 Aprile 2015 19:43
Simone Di Giulio Pubblicato 25 Aprile 2015
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Riuniti in assemblea nel giorno 20 Aprile 2015, per discutere il DDL sulla “Buona scuola” motiviamo con il presente Documento le ragioni per il proprio dissenso nei confronti del DDL.
Proprio perché convinti che la Scuola debba adeguarsi ai processi di cambiamento in atto nella società per interpretarne meglio le potenzialità e le esigenze, auspichiamo una seria Riforma, che non troviamo nel DDL in questione.
Esso, infatti, è fortemente carente sul piano dei riferimenti culturali e didattici, non ha alcuna filosofia di riferimento di fondo, né tiene in considerazione sia le questioni pedagogiche che quelle didattiche, che, infine, quelle più generalmente culturali. Se si esclude la frettolosa e superficiale consultazione informatica on line sulla “Buona scuola” del Settembre – Novembre 2014, si ha la sensazione che sia mancato completamente un reale confronto con tutti gli attori della Scuola. La proposta del Governo, dunque, colpisce vigliaccamente il cuore della Scuola italiana:
• minaccia, mortificandoli e annullandoli di fatto, gli Organi Collegiali e, con essi, ogni forma di democrazia all’interno delle istituzioni scolastiche;
• demolisce l’impianto relativo alla scuola dell’autonomia, così come pensato dal DPR 275/1999 tuttora in vigore, indebolendo il complesso processo di attuazione dell’autonomia, che ha coinvolto tutte le scuole italiane nell’ultimo decennio e i cui risultati non sono stati mai monitorati né valutati;
• sottopone il reclutamento e la qualità dell’insegnamento a forme clientelari e ricattatorie di comportamento e di lavoro, che non assicurano affatto la qualità del servizio e mortificano la figura stessa del docente, che continua a non avere quei riconoscimenti sociali, culturali ed economici che invece sono riconosciuti negli altri Paesi europei.
Ancor più nello specifico:
• l’art. 7 comma 2, che assegna il potere di scelta dei docenti ai Dirigenti Scolastici, è discriminatorio, assoluto e incontrollato, vista anche la palese assurdità della mancanza di valutazione dei titoli e dei criteri del comma 3.
• l’art. 8 comma 1, al quale sono “appese” le assunzioni fino al 31-05-2015 (la data coincide, “casualmente”, con la scadenza per fissare in ogni scuola l’organico dell’autonomia), crea un vicolo cieco: o il DDL non viene approvato entro i primi di Maggio, mettendo a rischio le assunzioni, o si vuole imporlo in pochi giorni senza discussione in Parlamento.
• il comma 6 svilisce la qualità dell’insegnamento non considerando di fatto le competenze specialistiche del docente e le relative classi di concorso (in barba a ogni sbandierata considerazione sul merito) con una ricaduta tragica sulla qualità dell’insegnamento e sugli studenti che non avranno docenti preparati sulla propria disciplina.
• l’art. 11, commi 1-2, assegna rozzamente all’arbitrio del Dirigente Scolastico la valutazione della “bravura” del docente e il suo aumento di stipendio senza fissare minimamente i criteri di una seria e trasparente valutazione per l’avanzamento di carriera.
• l’art. 21, in quanto pensa di risolvere con le deleghe al Governo provvedimenti di legge gravissimi che destabilizzerebbero definitivamente la Scuola pubblica, è destinato ad azzerare la democratica discussione parlamentare.
Tutto ciò premesso, chiediamo il ritiro del DDL in questione e, in coordinamento con altri Istituti del territorio e nazionali, ci riserviamo di utilizzare tutte le forme di protesta e di lotta che riterremo opportune.

● Leggi sullo stesso argomento

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