Antonio Casconi, consigliere di opposizione di Roccasecca dei Volsci, risponde al sindaco di Roccagorga in merito alla questione del fallimento della Nuova Gea: “Con la difesa d’ufficio tentata dal Sindaco di Roccagorga Carla Amici riguardo alla vicenda della Nuova Gea, assistiamo ancora una volta all’ennesima rappresentazione del PD nei confronti dei “compagni che sbagliano”: affettuoso e non ostico perché “deprecabile ma comprensibile”; poiché sono compagni e basta, ragione per cui, vanno difesi anche se hanno inguaiato le loro Comunità rendendosi protagonisti del più complicato fallimento societario di un derivato degli Enti pubblici locali”.
Continua poi Casconi: “E’ apparso molto intrigante l’intervento sulla Stampa Locale da parte del Sindaco di un paese come Roccagorga, salvato in tempo dai pericoli gestionali in cui si è impaludato la Nuova Gea, per poi creare una nuova creatura, tutta locale, al fine di garantirsi i servizi un tempo delegati alla Nuova Gea srl. Carla Amici esalta le intuizioni aggreganti degli Enti che avevano dato vita alla Nuova Gea, per poi “scaricare la croce” sul Comune di Priverno, reo, a suo dire, di essere ostico di fronte a tutto ciò che è “comprensoriale”; poi, ancora, lo lega sapientemente alla vicenda ingarbugliata del “Giudice fallimentare Lollo” perché “non avrebbero pienamente verificato il reale stato d’insolvenza della Nuova Gea”.
C’è da dire che, il recinto omertoso posto attorno alla vicenda dai suoi Compagni di Partito, nonché colleghi Sindaci, era stato violato dal sottoscritto, durante il Consiglio Comunale di Roccasecca dei Volsci, allorquando, con un emendamento di bilancio richiese, giustamente, l’iscrizione degli importi relativi a diversi pignoramenti a carico della Nuova Gea e notificati al Comune in quanto socio, per l’importo di € 275.600,00 chiesti dalla NET URBAN; COSMARI e da altri creditori. E’ stato negato ogni chiarimento, oltre all’accesso agli atti. Quindi, le certificazioni di pignoramento riguardavano oltre il 50% delle somme censite a debito della Nuova Gea, presentando un quadro d’insolvenza molto più grave dei 7.000 euro citati nell’articolo.
La messa in liquidazione e il successivo fallimento della Nuova Gea a totale capitale pubblico, pone interrogativi molto più seri e profondi:
in primo luogo sul “segreto assordante” posto sulla vicenda riservata a pochi intimi; in secondo luogo sulla fuga del Comune di Sonnino, socio fondatore della Società, attuata alle prime avvisaglie di perdita ed infine alla mancata chiarezza su come siano andate realmente le cose, di come, quando e quanto siano stati contratti questi debiti e come si è arrivati al pignoramento.
E’ necessario, inoltre, appurare realmente i debiti effettivi dei Soci nei confronti della Nuova Gea e certificare la loro certezza ed esigibilità.
Gli enti locali coinvolti hanno il dovere di chiarire ai propri cittadini, visto che saranno proprio loro a pagare, l’ammontare dei debiti, le responsabilità gestionali e far accertare da chi di competenza le eventuali responsabilità personali”.
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