Il sindaco di Roccagorga Carla Amici, stimata commercialista, interviene sul fallimento della Nuova Gea: “ Il fallimento di Nuova Gea, è la triste conclusione di un’esperienza positiva che alcuni comuni avevano giustamente avviato sulle ceneri della vecchia GEA, società a sua volta fallita per un atteggiamento ostativo a tutto ciò che era di comprensoriale da parte dell’Amministrazione di Priverno . I Comuni che hanno dato vita alla Nuova Gea avevano intuito che attraverso un ambito territoriale più ampio , i servizi gestiti unitariamente ed in modo condiviso potevano dare risultati ancora utili per le comunità amministrate. Di fronte al fallimento di un’azione ed ad un’idea che solo l’aggregazione di più unità può essere forza propulsiva di un territorio, la cosa non ci lascia affatto indifferente, anzi al contrario ci spinge ad affrontare il tema con consapevolezza e serietà che ci contraddistingue”. Il fallimento della Nuova Gea è stato dichiarato precisamente il 20 marzo 2015 a seguito di un’istanza da parte di una società di lavoro interinale) per un credito vantato 7mila euro per lavoro interinale fornito alla Nuova Gea che nel frattempo era stata messa in liquidazione volontaria dai soci e per la volontà di alcuni comuni di intraprendere strade diverse per la gestione dei rifiuti. La stessa Amici commenta questa scelta: “Nella camera di consiglio che ha decretato la morte di una società totalmente partecipata da Enti pubblici, senza aver verificato l’effettivo stato di insolvenza , compare lo stesso giudice fallimentare Lollo, noto alle cronache giudiziarie degli ultimi giorni , per aver coinvolto il Tribunale di Latina in uno dei più gravi scandali di corruzione e malaffare. Se da una parte, il debito di Nuova Gea era di circa 900mila euro, la stessa vantava tali crediti verso i Comuni. Di questi, qualcuno ha ottemperato, qualcuno lo stava facendo e qualcuno si stava mettendo in condizione di farlo ma nessuno si è tirato indietro. Sono convinta che i Comuni coinvolti dalla dichiarazione di fallimento sapranno far valere per proprie ragioni e affrontare con il curatore nominato la problematica per una risoluzione definitiva e positiva della vicenda”.


