Non sono teneri il consigliere comunale del PD di Latina Giorgio De Marchis e l’esponente di Rifondazione COmunista Sergio Sciaudone in una nota sulla richiesta danni presentata da Ipogeo all’amministrazione comunale di Latina: “La richiesta di 14 milioni di euro da parte dell’Ipogeo sembra più una intimidazione che una richiesta reale. E mentre i nostri rappresentanti a palazzo si preoccupano di quello che potrebbero sborsare nessuno a oltre cinque anni di distanza dalla scadenza del termine si preoccupa di dare la validazione del progetto: perché? Perché chi aveva la responsabilità ed il dovere di dare la validazione del progetto non lo ha fatto? Perché la variante al piano regolatore l’ha data solo nel 2010 Nardone? Come mai ci ha messo dieci mesi solo per essere inviata in regione? Forse l’amministrazione comunale dovrebbe concentrarsi su questi quesiti e non sulle fantasiose richieste dell’Ipogeo. Che danni ha provocato la mancata validazione del progetto? Nessuno, anzi, se è vero che l’Ipogeo non può vendere i posti definitivi, in questo momento, è altrettanto vero che i provvisori li paga il comune quindi è un maggiore incasso rispetto al PEF originario ed è altrettanto vero che nel luglio 2010 nella modifica al contratto, fatta dall’allora commissario prefettizio, si autorizza il gestore a farsi anticipare mille euro all’atto della tumulazione nel provvisorio: quindi Ipogeo costruirà i definitivi con i soldi che già ha incassato. Allora il danno dove sta? E poi c’è sempre la storia dei 15 euro. Il progetto di finanza era per la progettazione, realizzazione e gestione dell’ampliamento ma Damiani si impunta sui soldi che non può incassare dalla parte storica del cimitero, che nel frattempo non si sa bene per quale motivo gli viene data in gestione, per la mancanza dell’anagrafe dei parenti dei defunti. Essendo la gestione del cimitero trentennale e le scadenza delle concessioni più brevi sessantennali a partire dal 1993 l’Ipogeo non doveva avere alcuna anagrafe poiché le prime concessioni scadranno dopo la fine della gestione privata, tra le altre cose le concessioni all’epoca venivano date comprese di pulizia e servizi cimiteriali, per cui anche i 450 mila ero più i.v.a. già riconosciute per ben due volte sono per noi illegittime”.
I due rappresentanti di sinistra continuano: “Perché poi 450.000 euro, se secondo Damiani sono 20.000 le sepolture di cui non possiede i dati che moltiplicate per 15 euro farebbe 300.000 euro più i.v.a.? C’è da dire che l’Ipogeo è “vittima di un complotto delle istituzioni”: prima non gli fanno avere la variante al piano regolatore, poi la validazione del progetto, e fino lì va pure bene poiché può chiedere i danni; non gli fanno avere l’anagrafe, e chiede i danni, ma addirittura arriva a scomparire la denuncia alla corte dei conti presentata nel 2011 che, una volta ritrovata, giace lì in attesa che qualcuno svolga le indagini…. tanto i morti mica scappano. Giusto per puntualizzare bisogna dire che l’Ipogeo non ha messo nel conto dei danni, ma lo farà, una richiesta di risarcimento perché si sono realizzati posti per nuove sepolture al cimitero di Borgo Montello e sul contratto c’era scritto che il comune si impegnava a non variare l’offerta di sepolture sul territorio comunale. Una curiosità ci viene parlando di inadempienze, facendo ovviamente i debiti scongiuri, dove è finita l’area che dovrebbe essere destinata alle sepolture in casi di calamità?”.
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