Dalla sanità all’ecologia il passo è breve. Anche perché quello della raccolta dei rifiuti solidi urbani è un problema, oltre che igienico, anche sanitario. E così, Federico D’Arcangeli, continua a far sentire la sua voce. Senza guardare in faccia a nessuno. L’ex segretario sezionale di Priverno di Sel, questa volta interviene sulle cosiddette isole ecologiche. E ricorda come da parte di Sel e Pd, per anni, dall’opposizione, sia stata condotta “una durissima battaglia contro quello che abbiamo sempre definito un pasticciaccio brutto, ovvero i circa tre milioni e mezzo di euro spesi dalla passata amministrazione per costruire una quarantina di isole ecologiche e un importante centro di raccolta (Fontana Vecchia)”, contestandone “l’utilità e l’efficacia”, la loro “conclamata pericolosità (crolli improvvisi delle piattaforme) e i loro stessi limiti tecnici (infiltrazioni di acqua, ecc)”. Con campagne di stampa e mobilitazioni massicce, l’opposizione di Sel e del Pd si è fatta sentire in tutti i modi, chiedendo l’intervento della stessa magistratura almeno sul punto della sicurezza di quegli impianti. C’era da aspettarsi che quelle stesse forze politiche – afferma D’Arcangeli – assunto il governo del paese, avrebbero fatto di tutto “per arrivare a capire semplicemente se la battaglia condotta negli anni precedenti era stata semplice propaganda o invece fedele specchio della realtà”. Bene – continua – per quanto è dato saperne, l’atto più importante, mesi fa, è stato “l’incarico dato ad un professionista per produrre una perizia tecnica sugli impianti delle isole ecologiche, molte delle quali sono ormai fuori uso da circa due anni”. Vale la pena ricordare – insiste l’ex segretario sezionale di Sel – che “esiste certamente un certificato di collaudo che qualche tecnico ha firmato al tempo della consegna dei lavori, come pure ci sarà un analogo certificato riguardante gli impianti di Fontana Vecchia, sui quali pare sia stato già fatto un ulteriore intervento anche dopo la consegna dei lavori. Tutto questo, è bene ricordarlo, riguarda esclusivamente l’operato della precedente amministrazione, nulla che possa coinvolgere chi governa la Città da un anno e mezzo”. Giusto. Ma la domanda che D’Arcangeli si pone e pone indirettamente al sindaco e alla Giunta privernate, è: a che punto siamo? Non “nella ricerca di una verità giudiziaria (che spetta eventualmente alla Magistratura ), ma semplicemente nella ricerca di responsabilità politiche, se non tecniche e amministrative”, perché “non è tollerabile che in questo Paese, Italia, non si riesca mai a risalire a chi ha fatto scelte sbagliate o, magari, ha solo fatto finta di non vedere e non capire. E alla fine a pagare sono sempre i cittadini”.
Mario Giorgi
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