Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Mariella Di Rosa e Gian Carlo Mancini al sindaco di Sezze: “Il 15 dicembre il sindaco è stato a Brescia, invitato dalla Casa della Memoria, per ricordare le vittime del terrorismo e della violenza politica alla presenza del presidente della Camera, On. Boldrini. In tale occasione è stata dedicata anche una formella a Luigi Di Rosa, ucciso a Sezze il 28 maggio del 1976. Motivi di salute hanno impedito al presidente dell’Araba Fenice, associazione che da diversi anni si occupa di vittime del terrorismo e per questo invitata a sua volta all’iniziativa, di presenziare. Siamo lieti che almeno il sindaco abbia potuto partecipare. Dispiace, invece, che il primo cittadino di Sezze non abbia ritenuto opportuno coinvolgere Mariella Di Rosa, sorella di Luigi e presidente onorario del premio nazionale di storia contemporanea a lui dedicato. Dopo un periodo di oblio, salvo la deposizione da parte dell’amministrazione cittadina di una corona di alloro il 28 maggio di ogni anno, presso il monumento dedicato ai martiri dell’antifascismo, l’interessamento dell’associazione Araba Fenice ha fatto sì che la tragedia di Luigi fosse raccontata nelle scuole e nelle università, anche estere, dedicandogli un Premio Nazionale di storia contemporanea e un Centro Studi frequentato da storici, magistrati e famigliari delle vittime. Ma quello che più ha amareggiato è stata l’assenza clamorosa del nostro sindaco l’8 maggio 2014 in occasione di un convegno internazionale sugli anni di piombo tenutosi alla biblioteca del Senato della Repubblica alla presenza di autorità, parenti delle vittime, studiosi e studenti di Sezze. Invitato, non si è presentato, né ha delegato qualcuno al suo posto. Meno male che almeno questa volta sia riuscito a liberarsi dai suoi numerosi impegni per raggiungere la lontana Brescia e onorare la figura di Luigi, almeno lì”.
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