Federico D’Arcangeli, punto storico di riferimento della sinistra privernate, oggi, in verità, un po’ ai margini della vita politico-amministrativa, pur avendo dato un grosso contributo alla vittoria della lista di centrosinistra alle amministrative dello scorso anno, torna sulla questione sanità a Priverno. E lo fa soffermandosi, in particolare, questa volta, sul Consultorio familiare di via Torretta rocchigiana, ormai da quattro anni senza ginecologo: “a parte una breve parentesi offerta da un meritevole volontario”. Quello che nel corso degli anni era diventato una vera eccellenza di questa asl – ha dichiarato D’Arcangeli – punto di riferimento importantissimo per migliaia di donne, immigrate comprese, è ormai ridotto ad un puro simulacro, mantenuto in piedi da una sola persona che, con tenacia, continua a far fronte, come può, a una utenza ormai completamente dispersa. Su questa vicenda – è sempre l’esponente di Sel a parlare – “tutti ricorderanno, abbiamo sviluppato in passato una iniziativa forte ed incalzante, fatta di raccolta firme, sit in, manifestazioni, consapevoli tutti della insostituibilità di quello strumento per una efficace azione di difesa della salute delle donne e di come la presenza di quella struttura pubblica fosse ancor più importante in un momento di grave crisi economica che costringe tantissime persone a scegliere di non curarsi per i costi spesso inaccessibili”. Eppure, anche su questa storia è poi sceso un silenzio inspiegabile e ingiustificabile. “Saremmo dovuti diventare veri e propri stalker nei confronti dei dirigenti della asl – sottolinea Federico D’Arcangeli – utilizzare la “filiera di Governo” per attivare una qualche soluzione che salvaguardasse una delle iniziative migliori che la sanità pontina aveva messo in campo in tema di prevenzione”. Invece, evidentemente, le cose non sono andate così. D’Arcangeli aggiunge che “ha provato a fare qualcosa un amico nostro e della nostra sanità, cercando di recuperare un vecchio finanziamento regionale e adattandolo alle esigenze del nostro Consultorio, così da poter coprire, almeno con un Progetto a tempo, la figura del ginecologo. E’ dal mese di aprile che è pronta una delibera in quel senso, ma solo in questi giorni è stata riesumata ed è iniziato il percorso burocratico per la sua approvazione”. Poi, D’Arcangeli lancia una frecciatina a chi deve recepire il messaggio: “Deve essere chiaro, prima di assistere ad annunci roboanti di miracoli imminenti: la procedura è appena iniziata, non si sa nemmeno se e quando andrà in porto, nella migliore delle ipotesi sarà una toppa su una situazione che avrebbe bisogno di interventi ben più corposi. E allora non sarebbe male se su questa vicenda ci fosse di nuovo un minimo di mobilitazione, per far intendere a chi deve decidere, a Latina come a Roma, quale è la volontà di questa Comunità. E se posso permettermi un modesto consiglio, sarebbe bene che di questa questione si occupassero sopratutto le donne, come garanzia di impegno e di qualche risultato. Perché, fino ad ora, da esse è venuta la realtà politicamente più rilevante che è la loro Consulta, perché esse hanno dimostrato di sapersi mobilitare – decine e decine – sul tema della loro salute e della prevenzione”. Vista l’aria “pèolitica” che spira a Priverno, non è da escludere che anche questo intervento possa scatenare ulteriori polemiche. Che non servono a niente e a nessuno.
Mario Giorgi
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