Federico D’Arcangeli, personaggio storico della sinistra privernate, più volte consigliere comunale, consigliere provinciale e segretario sezionale di Sel, dopo un lungo periodo di silenzio, fa sentire la sua voce. Si era fatto da parte dopo la vittoria alle amministrative del 26 maggio del 2013, cui aveva dato il suo contributo. E, a Priverno, in verità, ancora non si riesce a capire perché. Oggi interviene con una nota dettagliata su un caso, che egli definisce “delicato”: quello di “Priverno cave” che, a suo dire, avrebbe “già prodotto una rottura inusuale e pericolosa in Giunta e che rischia di avere conseguenze altrettanto pericolose per la stessa amministrazione”. E la domanda che si pone D’Arcangeli è un po’ la stessa che si pongono tutti quei cittadini – in verità pochi – che sono informati della vicenda: “E’ possibile che una caso così delicato, come quello di “Priverno Cave”, rimanga tutto chiuso all’interno delle stanze del Palazzo e all’esterno filtrino soltanto le ricostruzioni parziali e anche interessate dei vari protagonisti?”. Poi, il racconto: “La “Priverno Cave” era stata condannata a pagare all’amministrazione una multa salata per aver sconfinato nell’attività di scavo e per non aver ripristinato un sito ormai esaurito. La sanzione comminata dalla passata amministrazione, a seguito di una ispezione congiunta con tecnici regionali, è stata naturalmente confermata dalla nuova amministrazione, ritenendo così di tutelare l’interesse pubblico”. Ma, sempre secondo quanto riferito da Federico D’Arcangeli, non tutta l’amministrazione sarebbe stata d’accordo, perché “un pezzo di essa (meglio ancora, un pezzo della delegazione Pd) ha sempre ritenuto che quella sanzione non fosse da applicare, per diverse valutazioni tecniche, ma anche perché in continuità con la Giunta Macci”. E’ storia di questi giorni, poi, che a seguito di una determina regionale destinata proprio a questa vicenda, si stabilisce che “il sito contestato si debba definire “pertinenza mineraria” di una cava adiacente che la stessa Società già gestisce, con ciò annullando di fatto la sanzione comminata”. Ebbene – continua D’Arcangeli – “facendosi forti di questo parere ad cavam, per così dire, mentre il resto della Giunta (confortato da un parere del legale di fiducia) decideva un ricorso avverso al Tar, ritenendo così di garantire la tutela degli interessi del Comune”, due assessori del Pd producevano una memoria che andava in senso esattamente contrario e votavano contro la delibera”. L’ex segretario cittadino di Sel afferma poi di voler evitare considerazioni sulle eventuali “conseguenze amministrative”, ma una riflessione di natura politica ha inteso comunque farla: “Il Pd ha avuto un grande merito nella costruzione del successo elettorale e rimane una forza decisiva per la stabilità di questa amministrazione, ma non sfugge a nessuno che la lacerazione che si è prodotta su questa vicenda e più in generale il clima che si respira nei partiti e tra i partiti, e soprattutto in giro tra l’opinione pubblica, non è affatto tranquillizzante”. Conclusione: “Si faccia un punto serio e si decida se e come andare avanti. Ma uscendo dal chiuso del Palazzo”.
Mario Giorgi
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