La situazione dell’ospedale di Latina ha veramente dell’incredibile. La denuncia è di un cittadino di Roccasecca dei Volsci che, nello specifico, si riferisce al reparto di Oncologia presso il “Padiglione Porfiri” e all’Oncologia Medica Universitaria, attiva presso l’Icot (struttura privata) di Borgo Isonzo, dove la moglie – malata oncologica – è seguita sotto l’aspetto scientifico, strumentale e in trattamento chemioterapico. Il tutto tramite il Servizio Sanitario Nazionale. Il 1° novembre – racconta il cittadino, Antonio Pisa – per mia moglie, a seguito di forti dolori addominali, persistenti anche dopo la visita e la terapia del Medico di Guardia, è stato indispensabile chiamare il 118, che è arrivato poco dopo, per trasferirla in ospedale per gli accertamenti e le cure del caso. L’operatore dell’ambulanza, dopo aver capito la situazione, si è messo in contatto telefonico con il medico reperibile dell’Oncologia Universitaria dell’Icot, ma, dall’altra parte del telefono, è arrivato l’invito “a portare mia moglie presso il Pronto soccorso del “S. Maria Goretti” di Latina, non avendo loro un P.S. e tanto meno posti letto disponibili”. Il 2 novembre mia moglie – continua Pisa – dal P.S. viene trasferita al Reparto Oncologico del “Porfiri”, ma avendo già in programma per il 4 novembre, alle ore 9:30, una Risonanza Magnetica urgente presso l’Icot, “nessun mezzo del “S. M. Goretti” era autorizzato a trasferirla per fare quell’accertamento”. La giustificazione data era molto semplice: “si trattava di struttura privata e la cosa non era possibile, nonostante l’Oncologia Universitaria, di stanza all’Icot, fosse dipendente dello stesso ospedale del capoluogo pontino”. Dopo una serie di telefonate, effettuate dallo stesso Pisa al Servizio Sanitario della Regione Lazio, che non hanno risolto il problema, il cittadino si è messo in contatto direttamente con l’Ambulatorio Oncologico dell’Icot, che garantiva una richiesta diretta di “accompagnamento della paziente” ai medici del “Santa Maria Goretti”. Anche in questo caso nessuna soluzione. Davanti ad una situazione che andava sempre più surriscaldandosi, Antonio Pisa ha deciso di mettersi in contatto telefonico con la Direzione Sanitaria dell’ospedale di Latina, e, dopo aver spiegato il tutto al direttore, dott. Gianfranco Giacomini, “persona di estrema sensibilità”, è riuscito ad avere dallo stesso medico assicurazione che la mattina del 4 novembre “mia moglie, con l’ambulanza, sarebbe stata accompagnata all’Icot per eseguire quell’accertamento. Salvo che, nel frattempo, non fosse stata dimessa”. “Miracolo ha voluto – conclude Antonio Pisa – che dopo un’oretta mia moglie sia stata dimessa”. Ma, perché tutto questo? Noi, come Pisa, prendiamo atto della presenza della burocrazia anche in ambito sanitario e aspettiamo una risposta “da chi si trova in quella ‘stanza dei bottoni’, per il bene dell’intera comunità”.
Mario Giorgi
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